Pontinia compost rifiuti

In alcuni dei campi che erano stati sequestrati nell’ambito dell’inchiesta Smoking Fields e risalente ad un anno fa sarebbe ripresa la coltivazione del mais.

L’allarme è stato lanciato dai rappresentanti dei comitati di Mazzocchio, Il Boschetto Gricilli e Macallé, Il Fontanile e Pontinia Ambiente e Salute.

I sigilli sono stati tolti ma il nodo riguarda i lavori di bonifica di terreni su cui si erano accesi molti dubbi in merito ai tassi di inquinamento legati proprio agli sversamenti illeciti che si erano susseguiti nel tempo.

“Su quei terreni era stato sversato compost non conforme, ossia rifiuto. Le immagini girate dai comitati subito dopo gli sversamenti mostravano materiale fumante, puzzolente, con resti evidenti di legname e plastiche. Quel materiale – spiegano all’unisono – veniva cosparso e poi subito mischiato con il terreno. Quei terreni avrebbero dovuto essere bonificati prima di essere messi a coltura. Né la Regione, né la provincia, né il Comune di Pontinia sono invece a conoscenza di tale bonifica. Noi stessi non abbiamo visto alcun movimento su quei terreni se non quello degli addetti intenti a coltivare il mais ora alto già mezzo metro: presto verrà trinciato e trasformato in alimenti per bufale”.

I sigilli erano scattati esattamente un anno fa, a giugno 2019 dopo tante segnalazioni effettuate anche dai comitati proprio sulla gestione dei rifiuti nella zona.

“La mancanza di chiarezza e trasparenza, ancora una volta, mette in allarme i comitati. Quello che è accaduto su quei terreni privati è di interesse pubblico visto che può avere ripercussioni su migliaia di persone. Se bonifica c’è stata – concludono i comitati – vogliamo vedere le carte, vogliamo che questo sia dimostrato”.