La Sep di Pontinia sarebbe pronta a riaprire.

Questo in sintesi quanto emerso nella riunione a cui hanno preso parte i rappresentanti dei comuni di Pontinia, Priverno, Sonnino, Roccasecca dei Volsci, Maenza e i rappresentanti dei comitati Mazzocchio, Il Fontanile e Pontinia Ambiente e Salute, è infatti pronto a riaprire.

Mentre la Regione Lazio sta portando avanti il procedimento di riesame dell’autorizzazione integrata ambientale, l’amministratrice giudiziaria della Sep, Carmen Silvestri, ha comunicato ai sindaci di aver concluso i lavori di ammodernamento e di essere pronta a riaprire.

“Questa notizia ci ha colti di sorpresa e certo non possiamo che dirci preoccupati. Siamo infatti convinti che l’impianto Sep sia vetusto e sia quasi impossibile farlo funzionare senza provocare danni o problemi. Tuttavia – spiegano i comitati – non possiamo opporci a quanto previsto dalla legge seppur siamo ovviamente in allarme e vigileremo perché tutto avvenga nel rispetto dell’ambiente e della cittadinanza”

Per ora, secondo quanto emerso durante l’incontro tenutosi il 12 ottobre a Fossanova, i sindaci della zona non dovrebbero conferire nell’impianto che pure a breve riaprirà i battenti lavorando una quantità limitata di frazione organica portata da altri enti pubblici interessati.

“Se tutto funzionerà a dovere e l’impianto dimostrerà di lavorare senza creare alcuna problematica – sostiene il sindaco di Pontinia e presidente della Provincia Carlo Medici, d’accordo con gli altri primo cittadini della zona – si pone però un problema di gestione”.

La Sep, infatti, ancora posta sotto sequestro, non sarà sempre gestita dall’amministrazione giudiziaria e nelle more della sua confisca, ancora non certa, potrebbe passare in mano privata.

E’ qui che si innesta la collaborazione tra sindaci e comitati.

Il progetto, che i cittadini chiedono venga al più presto messo nero su bianco in un protocollo di intesa, prevede o la richiesta di affidamento a un Ato provinciale (ancora da costituire) oppure la creazione di un’azienda speciale in seno ai comuni direttamente interessati dall’attività di Sep, ossia Pontinia, Priverno, Sonnino, Maenza e Roccasecca dei Volsci.

“In questo modo – spiegano ancora i cittadini – potremmo controllare direttamente e dall’interno il buon funzionamento dell’azienda. Nel contempo saremo sicuri di avere come gestore il pubblico che non ha come obiettivo quello di fare profitto in spregio alla salute pubblica. Quello che chiediamo è che, tuttavia, sin dal protocollo di intenti, sia chiarito che una parte della tariffa verrà utilizzata per la bonifica dei terreni inquinati dalla Sep”.

Il pubblico, quindi, sarebbe affiancato dagli stessi cittadini, inseriti all’interno della gestione tecnica dell’azienda grazie alla presenza di un tecnico indipendente dalle amministrazioni pubbliche.

“Sappiamo che questa scelta andrà spiegata ai cittadini ma siamo allo stesso tempo consci che anche solo il fatto di poter controllare le carte dell’azienda senza dover fare nemmeno un accesso agli atti, ci consentirà – concludono – di essere ancor più occhi e orecchie per i nostri cittadini. Sino a che questa idea non diventerà realtà, siamo ovviamente però sempre in allerta e pronti a barricate anche fisiche qualora l’azienda, una volta tornata in funzione, dovesse causare alcun tipo di nocumento alle nostre famiglie e al nostro amatissimo territorio”.