Sant’Anna è la patrona di Pontinia e la festa in suo onore è sempre stata punto di riferimento per la città ma adesso è stata “snaturata”. E’ questo il termine che usano i consiglieri comunali de Il Girasole per Pontinia, Paolo Torelli e Daniela Lauretti per descrivere la festa “che oggi, siamo costretti a constatare, che a causa della superficialità e alla noncuranza della maggioranza di centrosinistra che guida questa amministrazione, ha perso la sua anima, manca di una attenta organizzazione e si è trasformata in una accozzaglia di bancarelle sparse dove non trovano posto le tipicità e le eccellenze che il nostro territorio esprime ma solo la corsa all’occupazione, a volte anche abusiva, di un posto, o semplicemente di qualche metro sul marciapiedi”.

Un dolore per tutta la città, scrivono i due consiglieri di opposizione, “in questi giorni i cittadini che abbiamo incontrato per le strade erano disorientati, feriti nell’orgoglio di chi in questa occasione non riesce più a trovare e a riscoprire la propria identità. E’ inaccettabile che tra le bancarelle gli stranieri fossero più degli italiani. Che gli abusivi fossero più di quelli con regolare autorizzazione. E’ inaccettabile che sino a qualche giorno primo dell’inizio delle celebrazioni e della festa il Comune non avesse ancora predisposto un piano di programmazione ed organizzazione degli spazi pubblici e del posizionamento delle giostre”.

“Serve una inversione di rotta decisa e radicale – scrivono -. La festa di Sant’Anna non capita a caso. Basterebbe che l’amministrazione annualmente provvedesse alla sua organizzazione con l’obiettivo di riportarla ad essere il fulcro della promozione del nostro territorio, una vetrina per i prodotti tipici che Pontinia esprime, delle sue aziende, della sua ospitalità. Come gruppo Il Girasole per Pontinia, proponiamo di iniziare, da oggi, alla programmazione degli eventi e delle attività connesse alla celebrazione della Santa Patrona partendo dal coinvolgimento delle associazioni, delle imprese, delle attività commerciali per arrivare il prossimo anno ad avere una festa degna di tale nome dove al centro ci siano la promozione della nostra storia, della nostra identità, della nostra arte, della nostra enogastronomia, del nostro tessuto socioeconomico”.