La forte ondata di maltempo che ha colpito la provincia di Latina i primi giorni di dicembre ha riportato in auge le criticità esistenti sul territorio.

Pontinia, a causa dello straripamento in più punti del Canale Botte e del Fiume Sisto è finita letteralmente sott’acqua.

Le vie della città erano completamente allagate. Danni ingenti sono stati causati non solo alle abitazioni ma anche alle aziende, soprattutto nel comparto agricolo e zootecnico.

Intere colture sono andate in fumo.

I cittadini sono allo stremo. Si tratta di eventi di carattere eccezionale che, purtroppo, a causa di una serie infinita di inadempienze, hanno assunto quello di ordinarietà.

Raccogliendo il grido di dolore di un’intera comunità i consiglieri comunali di opposizione, Simone Coco, Daniela Lauretti e Paolo Torelli, a novembre 2018 avevano chiesto la convocazione urgente di una commissione o un consiglio comunale alla presenza dei rappresentanti del Consorzio di Bonifica dell’Agro Pontino.

Oggi gli stessi esponenti dell’opposizione, tornano a chiedere chiarezza con un’interrogazione, sottoscritta anche dalla lega, con Giuseppe Mochi e Alfonso Donnarumma, hanno chiesto la convocazione urgente di un consiglio comunale sul tema.

L’atto depositato ieri sera ha sortito l’effetto sperato. Il presidente del consiglio comunale Eligio Tombolillo ha convocato l’aula per il 9 dicembre.

La Regione Lazio, in seguito all’alluvione, non ha deliberato lo stato di calamità, nonostante gli ingenti danni subiti dai cittadini non facendo accedere questi ultimi ai fondi pubblici per le calamità.

“Dalle notizie apprese Pontinia ha beneficiato di 499mila euro per la messa in sicurezza del Fiume Sisto. A suo modo il Consorzio di Bonifica ha ottenuto, per le migliorie degli impianti, dell’importo di 470mila euro, relativi alla sistemazione dei sifoni e la revisione dei motori dell’impianto idrovoro di Mazzocchio, e per complessivi 220mila euro, per la sostituzione di elettropompe obsolete – spiegano i consiglieri – con macchinari di nuova generazione presso gli impianti idrovori della Striscia, a Pontinia e in località Sega, a Terracina. Dalle informazioni in nostro possesso sembrerebbe che le paratie di foce Sisto, nelle prime ore del mattino (ore 6:30/7:00 circa) del 3 dicembre fossero chiuse”.

Fatte queste premesse gli interrogativi posti sono chiari e non interpretabili.

Qualcosa non ha funzionato ed è dovere di un’amministrazione comprendere di chi siano le responsabilità.

In questo senso si chiede di sapere quando e come il finanziamento di 499.000 euro per il fiume Sisto è stato utilizzato, se utilizzato e se l’amministrazione sia a conoscenza delle tempistiche delle migliorie da effettuare sugli impianti di bonifica oltre che della qualità e della quantità dei lavori di manutenzione di varia natura effettuati, sul territorio, da parte del consorzio di Bonifica, e, nel caso non ne fosse a conoscenza, se ha intenzione di richiedere una lista degli stessi.

Fondamentale secondo i consiglieri è capire l’effettivo funzionamento del sistema di drenaggio.

“Riteniamo – concludono – a tal fine chiedere al sindaco di ottenere i registri di apertura e chiusura delle paratoie e  un consulto tecnico per capire se tale apertura o chiusura abbiano avuto un ruolo sull’alluvione del nostro paese, nonché valutare la possibilità di nominare un legale per studiare eventuali azioni o omissioni delittuosi commessi da altri enti o soggetti e l’opportunità di agire anche in difesa del danno di immagine arrecato al nostro Comune”.