pontile Petroli Eni Stefanelli

“Deve partire dai risultati del progetto di ricerca Samobis del 2012, che la provincia di Latina realizzò in collaborazione con l’Arpa Lazio, la questione del pontile Petroli Eni”. A dirlo è il sindaco di Minturno, Gerardo Stefanelli.

“Allora si pensò a una rete ecologica – ha continuato – in grado di trasmettere, attraverso l’analisi dei carichi di azoto presenti in mare, la presenza e l’origine dei fattori inquinanti. Uno studio sulla biodiversità che ha rivelato non solo lo stato di balneazione delle acque del Golfo di Gaeta, ma anche la risorsa pesca. In particolare gli allevamenti di itticoltura e mitilicoltura rappresentano un problema minore rispetto a ciò che proviene ad esempio dal fiume Garigliano”.

E’ solo così, secondo il primo cittadino dell’ultimo comune del Lazio, che sarà possibile basare su azioni concrete la delocalizzazione e chiedere all’Eni l’importo economico e le condizioni infrastrutturali che un impianto offshore comporterebbe.

“Certamente dei passi in avanti sono stati fatti in termini di comprensorio, tra cui di recente la proposta sulla mobilità sostenibile – ha concluso Stefanelli nel consiglio comunale straordinario di Formia – Il mio augurio è che ora si continui su questa linea anche per il pontile Petroli Eni. Senza polemiche e con spirito costruttivo”.