pontile Petroli Eni Golfo di Gaeta

Intende far chiarezza sulla questione del pontile Petroli Eni il consigliere di maggioranza al comune di Gaeta, Pietro Salipante.

Dopo gli interventi di Cosmo Mitrano, dell’ex sindaco Massimo Magliozzi, del primo cittadino di Minturno, Gerardo Stefanelli e di Formia, Paola Villa, l’ex docente di formazione marittima trasforma in parole la sua esperienza sul campo.

Non ci sono dubbi sul fatto che il pontile Petroli debba essere delocalizzato, ma l’allarmismo che sta fomentando il sindaco di Formia è fuori luogo, – ha dichiarato Salipante – abbiamo l’impressione che è finalizzato a distogliere l’attenzione dai problemi veri della città. L’amministrazione gaetana ha già approvato in consiglio il documento unico di programmazione e nella prossima settimana andremo a votare il bilancio di previsione 2019-2021. Verrà rimarcata la necessità di tenere uniti i comuni di Formia e Gaeta”.

Seppur le petroliere vengono considerate navi sicure – ha spiegato l’ex direttore di macchine – con l’avvento della MARPOL STCW 95 con navi a doppio scafo ed Inert Gas System e separatore di acque oleose, da parte del cittadino persiste una comprensibile sensazione di insicurezza, in quanto il pontile si trova a 50 metri dalle abitazioni. L’Eni adesso deve dare risposte concrete e non può continuare a perdere tempo. Ha fatto bene il sindaco Cosmo Mitrano a dichiarare che non può più stare in località Peschiera, da dove deve essere delocalizzato. Questo può avvenire soltanto se l’Eni avrà prodotto e presentato uno studio di fattibilità. In tal modo si potrà avviare un dibattito politico costruttivo”.

Chiaro quindi l’impegno da parte del consigliere del “Nuovo Quadrifoglio” nel tutelare l’interesse di tutte le città del litorale Sud Pontino.

“Qualora da questo studio dovesse emergere una soluzione di delocalizzazione che andrebbe a creare disagi alle vicine Formia e Minturno – ha continuato Pietro Salipante – siamo pronti a dire di no e a scendere in piazza. Ci aspettiamo analogo sostegno nel caso venisse penalizzata la città di Gaeta. La delocalizzazione offshore delle petroliere, invece, sarebbe accolta purché rispetti le istanze dell’intero Golfo. Dobbiamo ora pensare a lavorare in un’ottica di politiche comprensoriali con azioni concrete per i nostri territori”.