In tutte le popolazioni e le città dell’antica Roma vigeva il culto del corpo che era connesso a quello dell’igiene. E così, a Pompei come in tutte le altre città della grande potenza mediterranea, ogni atleta dedicava una grandissima attenzione alla cura del proprio corpo.

E’ stato, infatti, dimostrato che sia prima che dopo le varie attività sportive che potevano essere praticate, ogni atleta dedicava molto tempo ad un’accurata pulizia del proprio corpo. Questo era possibile soprattutto recandosi presso gli impianti termali che, non di rado, erano associate alle palestre.

Gli sport più praticati a Pompei erano soprattutto di origine greca come il lancio del giavellotto, il lancio del disco, il lancio del giavellotto, la corsa ad ostacoli ed il gioco delle bocce. Ma gli sport più apprezzati in assoluto, quelli sui quali se i romani puntavano le loro scommesse come si fa adesso nei NetBet Italia, erano soprattutto gli sport più violenti come la lotta ed il pugilato.

Vi era poi uno sport che, in un certo senso, racchiudeva in sé entrambi queste discipline: si tratta del pancrazio. Si trattava di uno sport da combattimento il quale aveva origini greche e che veniva praticato unendo la lotta al pugilato, appunto.
Nel 648 a.C. questo particolare sport venne ufficialmente ammesso ai Giochi olimpici all’interno dei quali si è potuto ammirare questo scontro nel quale veniva ammessa ogni sorta tecnica: tutto era consentito tranne mordere o accecare l’avversario. Nel caso in cui avvenisse una di queste due azioni, il colpevole veniva punito brutalmente con delle frustate che poteva essere impartite dall’arbitro stesso o dall’allenatore di turno.

Questa componente violenta all’interno degli sport delle popolazioni dell’antica Roma è facilmente riscontrabile un po’ ovunque. In ogni città, o quasi, dell’antica Roma, Pompei inclusa, vi erano anfiteatri all’interno dei quali avvenivano le famosissime lotte dei gladiatori i quali venivano spesso utilizzati come stabilizzatori sociali e momento di distrazione per la popolazione.

Ecco, dunque, che a differenza del mondo greco nel quale lo sport rappresentava un momento di elevazione armoniosa del corpo dell’atleta, a Pompei e nell’antica Roma lo sport è senza dubbio più violento e molto meno aggraziato.

La cura del corpo, però, come abbiamo detto, restava estremamente importante ed è forse l’unico vero punto che hanno in comune gli atleti greci e quelli romani.
E’ stato rilevato che nell’antica Pompei il profumo era considerato un elemento così prezioso che addirittura era spesso conservato all’interno di casseforti.
Come abbiamo detto, poi, gli atleti erano soliti frequentare in maniera assidua le terme le quali erano considerate talmente importanti che era ammessa persino la presenza degli schiavi.
All’interno delle terme, poi, dopo la sudorazione gli atleti si ungevano con sostanze grasse.

Anche la sudorazione che avveniva successivamente ad un grande sforzo fisico era considerata molto importante per una profonda igiene ed il fatto che quasi tutta la popolazione romana frequentasse le terme rifletteva la loro convinzione che un corpo curato e pulito avesse molte meno probabilità di ammalarsi.

Gli strumenti che venivano utilizzati dagli atleti nel corso di una bagno termale erano soprattutto lo strigile in bronzo, ossia una sorta di spatola metallica ricurva che aveva lo scopo di detergere il corpo dal sudore, l’unguentario per l’olio, il lisciatoio in pietra pomice e l’attingitoio in bronzo per l’acqua.