domenica 25 Settembre 2022

Politica e poltrone, da Zingaretti in giù quei doppi incarichi che fanno male ai cittadini

Doppi incarichi, somme di poltrone che si aggiungono a poltrone.

Ricerca affannosa di questa o quella stelletta sul petto che possa, almeno secondo gli interessati, dare maggior peso al proprio ruolo.

E nessuno, da Fratelli d’Italia al Pd, passando per Forza Italia, fino al civico Coletta oggi vice presidente del movimento dei sindaci, e chi più ne ha più ne metta, che si ponga il problema, soprattutto sul piano etico, di ricoprire al meglio il ruolo per cui sono stati eletti.

E allora via con una sfilza, a tutti i livelli, di coordinatori che sono senatori, di consiglieri comunali che siedono in Parlamento, di incarichi verticistici nei partiti che si sommano a quelli amministrativi – istituzionali.

E’ storia vecchia e la legge in alcuni casi non pone limiti.

Ma la questione è di opportunità e di buon senso oltre che di tempo.

Nessuno mette in dubbio il sacro dono dell’ubiquità, figlio di super poteri, di cui qualcuno è certamente stato dotato.

Ma fare bene due cose contemporaneamente è difficile.

E lo è ancora di più quando si ha l’onore e l’onere di amministrare una comunità, a qualsiasi livello, e di farlo con quella dedizione, passione e determinazione che i cittadini non solo chiedono ma meritano.

Ci sono deputati, come Francesco Zicchieri che è anche coordinatore regionale della Lega.

Oggi Nicola Calandrini è diventato senatore.

Non lascerà, legittimamente e per questione di numeri, il posto in consiglio comunale a Latina perchè il primo dei non eletti che entrerebbe nell’assise cittadina non è di Fratelli d’Italia.

Ieri era toccato al consigliere Enrico Forte, eletto in Comune a Latina nel 2016, e poi riconfermato in Regione e che, senza avere problemi analoghi a Calandrini in quel momento, non ha ceduto di un solo passo.

Domani lo stesso problema si porrà per Nicola Zingaretti che, se i sondaggi troveranno conferma alle urne, diventerà oltre che presidente della regione Lazio e commissario ad acta per la sanità anche segretario nazionale del Partito democratico.

Come riuscirà a portare avanti tre incarichi di tale peso e responsabilità è tutto da vedere considerata anche l’opera di ricostruzione che il Pd richiede.

Non dovrebbe servire una legge che impedisce a chi fa politica di ricoprire più incarichi contemporaneamente.

Basterebbe scegliere di non candidarsi a più ruoli o dimettersi prima di passare al prossimo dimostrando anche l’audacia di giocarsi una partita con l’incognita di non vincerla.

Servirebbe quel buon senso che, se applicato, fornirebbe ai cittadini una dimostrazione del fatto che la politica è altro rispetto alle poltrone e che la misura del valore, della competenza, della capacità di un politico sta nelle risposte concrete che è in grado di dare.

Da una poltrona per due, dal titolo del celebre film con Eddy Murphy, a due o più poltrone per uno il passo è stato breve.

Alessia Tomasini
Nata a Latina è laureata in Scienze politiche e marketing internazionale. Ha collaborato con Il Tempo e L'Opinione ed è stata caporedattore de Il territorio e tele Etere per la politica e l'economia. L'esperienza nell'ambito politico l'ha vista collaborare con pubbliche amministrazioni, non ultima quella con la regione Lazio, come portavoce e ufficio stampa.

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