mercoledì 5 Ottobre 2022

Pochi iscritti a Borgo Carso, Aramini: così si rischia di far saltare anche la scuola statale

Si riapre il dibattito sulla scuola di Borgo Carso. È in corso il processo di statalizzazione, mentre il Vescovo Crociata ha chiesto ufficialmente di avere i locali dove vi è tutt’ora la scuola materna SS Innocenti, per farne una scuola paritaria gestita dalla parrocchia. Manca una risposta ufficiale, nel frattempo 13 famiglie hanno iscritto i propri figli alla futura scuola statale. Tuttavia con un numero di iscrizioni così esiguo, la scuola è destinata a non partire mai. A sottolineare la questione è la consigliera comunale di LBC Marina Aramini, che è anche dirigente scolastico dell’I.C. Borgo Faiti.

Nei giorni scorsi si era fatta tanta polemica per le dichiarazioni dell’Assessore alla Cultura e di altri esponenti di Latina Bene Comune, secondo cui l’istruzione impartita dalle scuole statali è migliore di quella offerta dalle scuole paritarie. Arriva invece da Marina Aramini un ragionamento più condivisile, legato ai costi.

“Nel caso della scuola di B.go Carso appare ora una volontà di istituire una scuola paritaria, con una gestione un pò ‘sui generis’ che non rientra esattamente in quello che le leggi prevedono – così la vicepresidente del Consiglio Comunale su Facebook -. Detto tutto questo, e qui mi rivolgo alle famiglie, che forse hanno sottovalutato quanto verrebbe a costare la gestione di una scuola soprattutto paritaria (rispetto a quella privata) perché se veramente fossero consapevoli di cosa significhi in termini economici la gestione di una scuola, forse apprezzerebbero molto di più, quello che è stato l’impegno dell’Amministrazione a garantire la presenza di una scuola statale. Un impegno economico che va dallo stipendio lordo stato delle maestre abilitate, agli insegnanti di sostegno, al personale di sorveglianza e delle pulizie dei locali, alle sostituzioni di personale in periodo di malattia, il tutto con relative ferie, contributi ecc, ecc, Poi ci sono le famose utenze, che non è solo la luce, l’acqua, e i riscaldamenti, ma anche la pulizia e la piccola manutenzione ordinaria che una scuola comporta. Per non parlare delle spese sulla “sicurezza” tra cui il responsabile RSPP e relativa formazione del personale. Una scuola paritaria non è uno scherzo!”

Il rischio? Che non si faccia neppure la scuola statale. “Ognuno è libero intraprendere quello che ritiene più opportuno fare, certo però non può non tener conto di quei 13 bambini iscritti alla scuola statale e di quelle 13 famiglie a cui l’Amministrazione Comunale ha cercato, nei tempi ristretti, di garantire il servizio istruzione. Io per quanto mi riguarda come Consigliere Comunale, per essendo molto favorevole alle scuole paritarie (quelle vere, quelle che nascono nei tempi e nei modi dovuti), sento che si dovrà fare di tutto per tutelare l’iscrizione di quei 13 bambini. Bastano 5 o 6 iscrizioni in più e la scuola sarebbe salva – aggiunge Aramini -. Quello che mi intristisce molto è che questo inutile braccio di ferro di parte della comunità di B.go Carso può portare a delle pesanti conseguenze: nessun tempo scuola e nessuna scuola (se non si forma neanche una classe), mancata opportunità di un tempo scuola di 40 ore (con 2 maestre) che, nell’organico di fatto, ovvero a luglio, anche nel caso di aumento delle iscrizioni, non si potrà più istituire o meglio non sarà certo facile istituire. I bambini dovranno uscire alle 13 senza mensa. Siamo ancora in tempo poichè la circolare sull’organico di diritto non è stata ancora emanata. Ecco mi chiedo: a cosa è servito tutto ciò?”.

Parole destinate di nuovo a far discutere. La questione ha già messo a dura prova i rapporti tra il Sindaco di Latina Damiano Coletta e il Vescovo Mariano Crociata. Manca ancora una risposta ufficiale pubblica del Sindaco alla richiesta del Vescovo, ma appare chiaro che la domanda di poter mantenere la scuola paritaria, definita appunto “sui generis”, è destinata a non essere accolta.

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