venerdì 27 Maggio 2022

Plasmon, sciopero e sit-in di protesta. I sindacati contro l’esternalizzazione

di Redazione – Il 100% dei lavoratori della Plasmon ha aderito allo sciopero dalle sigle sindacali Fai Cisl, Flai Cgi e Uila Uil. I dipendenti hanno manifestato fuori lo stabilimento esponendo le bandiere delle sigle sindacali e occupando simbolicamente la Migliara 45. Lo sciopero si è reso necessario dopo che la Plasmon ha deciso di esternalizzare il servizio di logistica, licenziando 21 dipendenti. I sindacati lamentano il fatto che l’azienda abbia preso questa decisione senza consultarli a differenza delle altre volte. La scelta nasconde anche delle preoccupazioni “Esternalizzare un servizio come quello della logistica potrebbe voler dire anche che un domani altri processi, altri reparti aziendali potrebbero essere smantellati nello stesso modo, e senza alcun riguardo per i lavoratori. Senza contare poi che lavoratori interni ed esterni si potrebbero ritrovare a svolgere lo stesso lavoro ma con salari diversi, e questo è inaccettabile”, a dirlo sono Attilio Faiola, Alfredo Cocorocchio e Tonino Passeretti rappresentanti di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil.

Un’altra questione che preoccupa i sindacati è quella relativa alla sicurezza, su cui le ditte esterne sembrano piuttosto disattente. In uno stabilimento dove già in passato si sono verificati incidenti mortali, “Ancora oggi esistono forti perplessità sulle modalità con cui le ditte appaltatrici trattano i propri dipendenti, soprattutto per quanto riguarda il rispetto delle norme sugli orari di lavoro e sulla sicurezza” dicono dai sindacati. Ora l’azienda dovrà aprire un confronto altrimenti Cgil, Cisl e Uil promettono battaglia. “Dovremo trovare strategie di lotta che ci consentano di ottenere il massimo risultato con un minor dispendio di energie – concludono Cocorocchio, Passaretti e Faiola – Non possiamo negare che una giornata di sciopero per i lavoratori è una rinuncia durissima, è salario che manca, e le famiglie italiane sanno bene quant’è complicato oggi tirare avanti. E poi questo stabilimento è un patrimonio di tutti, non è interesse dei lavoratori dilapidarlo”.

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