di Diego Niciano
Le priorità sull’agenda della Regione guidata da Nicola Zingaretti sono ormai chiare: da una parte diminuire l’enorme peso del debito che grava sull’istituzione di via Cristoforo Colombo, attraverso una riduzione e una razionalizzazione delle spese, in primis quella sanitaria, e una gestione finanziaria più attenta ed equilibrata, dall’altra incentivare in modo innovativo il sistema imprenditoriale, aumentando e qualificando l’occupazione.
In quest’ottica va letto anche l’accordo siglato ieri dal Presidente Zingaretti con i vertici dell’Enea, l’agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo sostenibile per realizzare un nuovo piano energetico regionale: un’iniziativa chiaramente indirizzata a razionalizzare il fabbisogno energetico della regione e a favorire lo sviluppo di energie di minore impatto ambientale nel Lazio, ma che presenta importanti potenzialità in chiave occupazionale e per lo sviluppo delle imprese del settore.
Il Protocollo, infatti, prevede anche l’apertura della scuola delle energie, per favorire la formazione e creare nuove figure professionali in questo campo. Enea avrà, inoltre, un importante ruolo tecnico-formativo nei confronti dei dipendenti pubblici, per aiutarli a recepire adeguatamente le normative nazionali ed europee in materia di ambiente con l’obiettivo di migliorare la capacità di risposta ai bandi e ai finanziamenti comunitari.
«Solo attraverso una condivisione di obiettivi e sentendosi attuatori di uno sviluppo sostenibile – ha detto il commissario di Enea Giovanni Lelli – si potranno creare nuovi posti di lavoro sul territorio dove sono i nostri centri».
L’accordo con l’Enea rappresenta per la Regione un nuovo passo nel percorso di rinnovata attenzione verso i temi ambientali e di sviluppo sostenibile del territorio, come dimostrano anche i due recenti bandi sulla green economy presentati grazie ai fondi europei per le imprese.
«Il protocollo d’intesa – ha dichiarato il presidente Nicola Zingaretti riferendosi all’accordo siglato con Enea – nasce anche dalla volontà di ottimizzare il rapporto tra la Regione Lazio e una grande area scientifica. Lavoreremo con gli attori del territorio e della ricerca per concludere l’Agenda Verde con cui definiremo le caratteristiche degli investimenti della programmazione Ue 2014-2020».

 

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