lunedì 26 Febbraio 2024
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Pierluigi Collina e quel ritorno in campo allo stadio Francioni: “Un ricordo indelebile di quella partita e di quel pubblico”

La prima volta, si sa, non si scorda mai.

No, tranquilli, non stiamo parlando di niente di intimo (sicuramente qualcuno avrà pensato al primo bacio…), ma piuttosto della testimonianza, riportata da una seguitissima pagina facebook, gli #Ultimi romantici del calcio, dell’ex arbitro Pierluigi Collina.

Non tutti sanno, infatti, che il celeberrimo fischietto, arbitro di finali di Champions e Mondiali, ha iniziato la sua carriera a livello senior proprio dallo stadio Francioni di Latina.

Siamo al 2 febbraio 1986. Collina veniva da due mesi di stop perché l’alopecia lo aveva lasciato completamente calvo. I vertici arbitrali, pur riconoscendo le indubbie capacità del ragazzo, volevano capire quale sarebbe stata la reazione del pubblico davanti ad un arbitro totalmente “pelato”.

“Mi mandarono ad arbitrare una partita in Interregionale – racconta Collina – su un campo che faceva a quel tempo 5-6 mila spettatori. Una sorta di test per vedere come reagisse la gente a un arbitro senza capelli”. Oggi una cosa del genere fa sorridere, ma in quella fine inverno del 1986 era un problema serio.

La partita era quella tra Latina e Spes Omi. I pontini, guidati in panchina da Giancarlo Sibilia, vinsero 6-1 con tre reti di bomber Mannarelli, quindi Frezzolini, Polidori e il sigillo del povero Piero Di Trapano.

Una giornata ben scolpita nella mente e nel cuore dell’arbitro forse più famoso e riconoscibile di tutti i tempi (i tifosi della Juve non lo possono scordare, dopo che decise che si poteva giocare Perugia-Juventus il 14 maggio del 2000), che infatti ne parla così: “Non mi ricordo delle partite di Champions ma ricordo esattamente questa, perché pensare che il mio futuro potesse dipendere da un aspetto tricotico e non da una qualità in campo per me era un’assurdità. Devo dire grazie al pubblico di Latina, che era molto più interessato alla qualità dei miei fischi che all’aspetto estetico. Ricominciai ad arbitrare e fine del problema. Quando vedo un bambino col cappellino perché si vergogna di far vedere che non ha capelli mi commuovo perché lo capisco, l’ho vissuto anche io. Però gli vorrei dire che una bella testa senza capelli è comunque, assolutamente bella”.

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