Consiglio Regione Lazio

Pino Cangemi è il nuovo vicepresidente del consiglio regionale del Lazio. L’elezione dell’ex esponente di Forza Italia, passato al gruppo misto, sancisce la sigla del Patto d’aula, l’accordo presentato dall’esponente del PD Mauro Buschini, che di fatto dà la maggioranza a Nicola Zingaretti. E  i numeri stanno proprio nel gruppo misto. Non a caso, Pino Cangemi è stato eletto con 26 voti, quelli del centrosinistra e i due del gruppo misto, composto da Pino Cangeli (ex Forza Italia) e Enrico Cavallaro (ex Lega). Il Movimento 5 Stelle ha presentato la sua candidatura di bandiera, Loreto Marcelli. Si è stenuto Sergio Pirozzi, fuori il centrodestra.

Pino Cangemi prende il posto di Adriano Palozzi, sospeso in quanto ancora agli arresti domiciliari per la vicenda legata alla costruzione dello Stadio della Roma. L’esponente di Forza Italia avrebbe scritto tramite il suo avvocato una lettera ai consiglieri regionali diffidandoli a votare per un nuovo vicepresidente, sostenendo di essere stato sospeso e di non essere decaduto. La lettera è stata strappata in aula dall’esponente del Movimento 5 Stelle Roberta Lombardi, che ha annunciato che denuncerà Palozzi.

“Quello che doveva essere oggi un atto normale, cioé il mero recepimento di una legge, è diventato qualcosa di molto più grave. Ieri abbiamo ricevuto dall’avvocato di Palozzi una lettera che non avremmo mai dovuto ricevere. Perché se da una parte offre un’opportunità o una valutazione, in due passaggi nemmeno troppo velatamente vengono minacciate azioni legali, risarcitorie e/o penali verso consiglieri eletti nell’esercizio delle loro funzioni, che è l’espressione di un voto – ha spiegato Lombardi – Non ci facciamo intimidire, chiediamo a lei presidente di denunciare Palozzi e il suo avvocato per questo tentativo di minaccia e violenza a organi dello Stato. Noi lo faremo e questo è ciò che facciamo di questa lettera di minacce”, ha dichiarato l’ex candidata alla presidenza strappando il foglio.

Nel frattempo tra le fila di Forza Italia è arrivata Roberta Angelilli a prendere il posto del sospeso Adriano Palozzi. Palozzi rientrerà se e quando lascerà gli arresti domiciliari.

Ma intanto la vicenda è servita a eleggere un vicepresidente che non è più di Forza Italia. E con il “Patto d’aula” finisce “l’anatra zoppa” di Nicola Zingaretti, che era presidente senza maggioranza.

“Io interpreto il Patto d’Aula come un ulteriore sviluppo per il bene della nostra comunità, perché non c’e’ dubbio che porterà in Consiglio elementi di chiarezza e responsabilità”, ha detto il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, nel suo intervento in Consiglio, nelle dichiarazioni riportate dall’Agenzia Dire.

Un patto che ”È figlio esclusivamente di una convergenza programmatica e non interrompe la volontà politica, con gli equilibri che ci sono, che non sono segnati dall’egemonia della maggioranza ma con un protagonismo delle forze d’opposizione, di continuare in Consiglio il lavoro con uno spirito unitario e di convergenza. Basta però ogni volta che c’è una convergenza, sia se accadesse ai 5 Stelle che agli esponenti di centrodestra, gridare all’inciucio una volta di uno e una volta dell’altro”.

“La sottoscrizione del Patto – ha proseguito il governatore – è a mio giudizio un passo avanti che permetterà anche a chi non l’ha sottoscritto di sentirsi dentro un ruolo di confronto politico, libero di criticare senza l’ossessione di dovere essere coerente nel votare gli atti dentro questa aula e non limitarli a un infinito mercanteggiamento fino a due minuti prima della chiamata per la votazione di un emendamento. Cosa che avrebbe messo in pericolo non il sottoscritto ma la serietà di questa istituzione”.

Zingaretti ha ricordato che “noi si rimane qui finché si può lavorare e produrre leggi e io credo che la dinamica che si è aperta, nel pieno rispetto delle garanzie e degli equilibri democratici di rappresentanza di questa Aula, aiuti la stabilità e la chiarezza. Così ho interpretato l’iniziativa che è stata presa”.