venerdì 1 Marzo 2024
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Partite comprate, a Latina più difficile truccare la gara. I legali di Bruscagin: solo millanterie

di Giorgia Ciochi – Gli inquirenti continuano a lavorare sulle intercettazioni tra Delli Carri, Di Luzio e Arbotti dalle quali emerge che i tre avevano messo su un’organizzazione capillare per truccare le partite. Fernando Arbotti era incaricato di individuare i “treni” e di coinvolgerli nell’attività illecita, contrattando con loro la ricompensa. Piero Di Luzio, invece, faceva da tramite tra Arbotti e Delli Carri, incaricato a sua volta da Pulvirenti di portare a casa le partite.

Gli inquirenti adesso cercano di capire quanto Arbotti, che parlava di treni ed orari, avesse realmente rapporti con tutti i giocatori chiamati in causa o in realtà ostentasse sicurezza con i suoi interlocutori paventando di aver contattato questo o quel calciatore.

Il caso della partita contro il Latina è emblematico: Arbotti spiega a Di Luzio che si è presentata una situazione più difficile rispetto “alle altre situazioni” ma che comunque prenderà il “treno delle 13” (il numero di maglia è quello di Ristovsky). Quando Di Luzio vede le formazioni il giorno della gara, e vede che il numero 13 non scende in campo, cerca di contattare ripetutamente Arbotti per chiedere spiegazioni. Arbotti lo richiama e cerca di giustificare il “mancato arrivo del treno delle 13” dicendo che c’era stato un equivoco perché il treno era quello delle 3 (Bruscagin).

Dei due giocatori del Latina Calcio solo Bruscagin risulta indagato e i suoi difensori hanno affermato “l’assoluta estraneità ai fatti relativi all’inchiesta catanese denominata i Treni del gol”. I due legali “confidano che già in sede di indagini si potrà dimostrare come tale coinvolgimento sia basato su mere millanterie, giungendo pertanto ad una pronta archiviazione della loro posizione, anche tutela delle rispettive società e dei loro tifosi”.

“Si diffidano – conclude il comunicato – pertanto organi di stampa e soggetti terzi, anche in relazione ai commenti rilasciati sui social network, dal rendere dichiarazioni diffamatorie e lesive della professionalità dei giocatori Bruscagin e Barberis (calciatore del Varese anche lui indato e difeso dagli stessi legali ndr), riservata in caso contrario ogni azione di tutela”.

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