Il primo passo è stato compiuto ed è contenuto nell’ultima ordinanza del presidente della  regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Da oggi si entra nei negozi per procedere a pulizia e sanificazione, per prepararsi a quella riapertura che in tantissimi chiedevano e che potrebbe avvenire già, stando gli annunci, dal 18 maggio.

Cinque giorni e le serrande potranno essere alzate. Peccato che non sia dato sapere ancora come ci si dovrà muovere all’interno dei negozi.

Si è capito che ci dovrà essere il rispetto del distanziamento, ma non è dato sapere quante persone potranno lavorare ad esempio all’interno di un parrucchiere e quanti clienti per volta si potranno seguire.

Le indiscrezioni, per barbieri e parrucchieri, parlano di una persona per volta e su prenotazione, di uso obbligatorio di mascherine e guanti e di sanificazioni tra un cliente e l’altro.

Il problema è che si va avanti alla cieca. Il decalogo delle regole da seguire non esiste. Si attende che l’Inail definisca le linee guida. Poi dovrebbe arrivare anche l’ordinanza a firma della regione Lazio contenente le regole da seguire.

Ad oggi, infatti, non si sa neanche l’orario entro il quale muoversi anche per far fronte al calo dei fatturati che, comunque, ci sarà a causa del taglio del numero di clienti a cui poter far fronte.

E in tutto questo caos ogni Regione sembra essere intenzionata a muoversi come ritiene più opportuno.

In Liguria Toti è pronto a riaprire tutto. Più cauti i governatori di Lazio, ma anche Campania e lombardia, che procedono con piccoli allentamenti ma restano in attesa dei dati che daranno un quadro dei primi risultati dopo lo sblocco parziale del lockdown del 4 maggio.

E su tutto c’è il fatto che la discussione delle regole di sicurezza che si intendono attuare rischiano di essere più dannose della chiusura stessa.

A fronte di costi elevati che gli imprenditori, a tutti i livelli devono sostenere, tra dispositivi di sicurezza personale, attrezzature per la sanificazione, pulizie costanti di locali, solo per fare alcuni esempi, il taglio delle presenze legate a distanziamenti e divieto di assembramenti potrebbero rappresentare un vero e proprio boomerang.

La discussione tra associazioni di categoria e istituzioni procede, il tempo stringe e le riaperture premono per essere attuate in attesa di vedere come la curva dei contagi si muove sui singoli territori.

In mezzo restano gli imprenditori che chiedono coraggio e certezza nelle scelte e di non essere abbandonati come accaduto sinora.