martedì 7 Febbraio 2023

Parla Barbato: su Latina Ambiente CdA irresponsabile. In questa città casi che mi lasciano perplesso

di Eleonora Spagnolo – Latina Ambiente, lo stadio, l’urbanistica, il bilancio. Tanti sono i problemi che il commissario Prefettizio Giacomo Barbato sta tentando di risolvere. Non ci sta a sentirsi accusato di immobilismo, del resto la vicenda di Latina Ambiente dimostra che sta facendo quanto è in suo possesso. Lo incontro nell’ufficio del Sindaco e subito vedo che sulla scrivania ha la rassegna stampa e carte ovunque.

Il primo problema che affrontiamo è relativo proprio a Latina Ambiente, che rischia il crac. Ed è un fiume in piena. “È una situazione anomala perché la governance è del socio privato e la proprietà è del socio pubblico”, esordisce. Ad ogni modo, un’intesa per evitare il fallimento c’era e Barbato la ripercorre punto per punto. “Avevo fatto un atto di responsabilità, qualcuno ha detto un atto di coraggio, prorogando la vita della società altri 18 mesi. Pur non avendo la governance di Latina Ambiente, caso unico in Italia, abbiamo concordato nell’assemblea straordinaria del 7 luglio col socio privato e socio pubblico che avremmo introdotto degli elementi di controllo, l’Organismo Interno di Vigilanza, norme in materia di anticorruzione, la nomina di un appresentante indicato da me come socio pubblico. A fronte di questo abbiamo ragionato sulla parte finanziaria su cui non c’è condivisione perché il Comune dice che deve 3 milioni e Latina Ambiente ne reclama 11. Noi abbiamo proposto al socio privato, che ha condiviso all’unanimità, che avremo incaricato una società terza di revisione per sapere a quanto ammonta il debito-credito tra Latina Ambiente e il Comune perché, come proprietario ma non governante della vicenda, ho necessità di sapere un numero esatto. Una volta individuato questo numero noi lo avremmo accettato a prescindere. Dovevamo partire da un dato certo elaborato da una società estranea perché finisse questa contestazione tra uffici comunali e Latina Ambiente. Per fare questo bisognava spostare la data del bilancio, perché si rischiava di predisporre un bilancio fallimentare e portare libri in Tribunale”. Fino a qua, spiega Barbato, sembrava che tutti fossero d’accordo. Poi Giungarelli e l’amministratore delegato anticipano al Commissario Prefettizio la scelta di dimettersi, per motivi personali. “Se ci fossero state solo le loro dimissioni nulla quaestio, si sarebbero sostituiti e si andava avanti nel percorso concordato, si salvaguardavano i servizi e i posti di lavoro”. Ma quando si aggiungono anche le dimissioni degli altri due esponenti della parte privata, salta il CdA. “Questi signori che hanno fatto saltare il CdA si devono assumere le loro responsabilità”, aggiunge. E le conseguenze toccherebbero anche la discarica di Borgo Montello: “Se fallisce Latina Ambiente fallisce Ecoambiente e la discarica può essere acquistata dai privati a prezzo fallimentare con tutte le conseguenze del caso”. Barbato non si spiega tale scelta: “Rispetto le posizioni personali, ma mi sembra una decisione grave”. Al di là delle posizioni di Giungarelli, in Latina Ambiente c’è un problema di bilancio. Problema che poteva essere evitato, sarebbe bastato attendere settembre, quando la società esterna avrebbe chiarito una volta per tutte la situazione dei conti della società rispetto ai debiti vantati con il Comune. “Ma evidentemente questa cosa non andava bene a qualcuno e, stranamente, con una composizione inusitata in cui abbiamo tre soci, di cui l’amministratore delegato di parte privata e il presidente espressione di parte pubblica che vota come votano i soci di parte privata, salta il tavolo con tutte le conseguenze di fallimento, liquidazione e quant’altro. Tutte quelle situazioni che mi era stato chiesto di evitare, cosa per la quale mi ero adoperato con tutti gli strumenti”, dice Barbato. “A me questa decisione sembra del tutto irresponsabile da parte di queste persone. Se ne assumeranno loro le responsabilità ed è bene che la gente lo sappia di chi è la colpa. Il Comune ha fatto ben oltre quello che poteva, perché un commissario le cose che ho fatto io non le fa, nonostante c’è qualcuno, come leggo sul giornale, che parla di immobilismo del Commissario Barbato”, aggiunge con un pizzico di ironia.

Chiedo spiegazioni sui 534 mila euro che il Comune di Latina avrebbe dovuto pagare in questi giorni, soldi che sembra siano stati bloccati dai dirigenti comunali. “Ci sono stati degli intoppi che si stanno sbloccando, i soldi arriveranno – rassicura –. Il problema tecnico è che il dirigente dell’Ambiente è in ferie o in malattia e chi la sostituisce non se l’è sentita di firmare mandati rispetto a una situazione che non conosceva. Ha voluto vedere le carte, dopo che ha visto le carte le ha condivise. Tutta questa fretta di far saltare il tavolo mi lascia perplesso. Non voglio fare dietrologie perché corro il rischio di una querela ma si sappia di chi è la responsabilità: di questi che hanno fatto saltare il tavolo”. E ora che succede? “Ora la Società è gestita dal Presidente del Collegio dei Revisori, il bilancio approvato ha una perdita di 1,4 milioni, a questo punto o si ripiana la perdita o si va in Tribunale. Cosa che volevamo evitare spostando l’approvazione del bilancio a settembre”.

A proposito di bilancio, chiedo come è la situazione di quello del Comune. Anche qui Barbato è un fiume in piena. E non esita ad attribuire responsabilità al personale del Comune reo di diverse criticità. “Del bilancio se ne sta occupando il subcommissario Albertini. È una situazione difficile – prosegue il Commissario Prefettizio -, è una questione complessa, in cui entra anche Latina Ambiente come partecipata ma non è fondamentale. C’è un discorso di mancanza di fondi, tasse già al massimo, servizi che non si possono più elargire. Saremo costretti a intervenire su servizi alla gente per ora dati fin qui impropriamente, causando debiti fuori bilancio da parte di chi li ha autorizzati. Noi verificheremo questo e li denunceremo alla Corte dei Conti”. Dunque, Barbato non farà sconti a nessuno: “Io sono un modesto servitore dello Stato, faccio il Commissario e cerco di introdurre un minimo di cultura amministrativa. Sono il primo a rispettare le regole amministrative e di contabilità, ma non è possibile che Latina è extra ordine, se io vedo che sono state fatte attività fuori norma sono tenuto a denunciarle”.

Sulla scrivania, tra la rassegna stampa, noto l’articolo di Latina Quotidiano che riporta le dichiarazioni di Enzo De Amicis che lo accusa di immobilismo. Ma Barbato non intende rispondere, né a lui né a chi si aspetta che risolva tutto con la bacchetta magica: “Non rispondo a questi signori. Le risposte non se le meritano nemmeno. La mia domanda è dove stavano e che facevano. Io l’ho detto dal primo momento che c’era una situazione ingarbugliata e complessa che pativa la compressione del tempo, perché quando 7-8 questioni vengono al pettine allo stesso momento non si riesce a gestirle. Noi, con tanta buona volontà, stiamo cercando di intervenire una foglia alla volta. E a chi parla di immobilismo gli vorrei chiedere come mai è abbronzato, mentre io sono negli uffici bianco pallido”.

Chiedo se, date le circostanze, potrebbe fare richiesta di altri rinforzi per dipanare le troppe questioni che gravano sul Comune di Latina. Ma a Barbato bastano i tre subcommissari. Il problema vero sono i tecnici e i dirigenti comunali, che, spiega, possono ruotare ma nemmeno un Commissario prefettizio può rimuovere perché hanno contratti a tempo indeterminato.

Barbato racconta che viaggia sempre con la lettera di dimissioni in tasca, ma a lasciare Latina non ci pensa proprio.Fino a che il Viminale mi dice che devo stare qua io ci sto ben piantato, sono un servitore dello Stato, Prefetto e funzionario del Ministero dell’Interno. Finché il Ministro decide di tenermi io ci starò, se cambiasse idea presenterò le dimissioni”. Nonostante le difficoltà, Barbato appare determinato ad andare avanti: “Io ce la metto tutta, altrimenti non accettavo l’incarico, io non l’ho chiesto”. Ma una situazione come quella incontrata a Latina in 31 anni di servizio veramente non l’aveva mai vista. “Sono stato in contesti difficili, ma qui ci sono cose che mi lasciano molto, molto perplesso”.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

CORRELATI

spot_img
spot_img