giovedì 2 Dicembre 2021

Parco nazionale del Circeo: “Necessario ridurre il numero dei daini per salvare la foresta”

Necessario abbattere i daini per salvare la foresta del Parco nazionale del Circeo“, presto si entrerà nella fase operativa. Questo quanto hanno ribadito i vertici del Parco, ieri, durante la conferenza stampa di presentazione delle prossime attività previste dal Piano gestionale di controllo del daino, che si è tenuta presso il Centro visitatori.

Sono intervenuti Giuseppe Marzano, presidente dell’Ente Parco Nazionale del Circeo; Giampiero Sammuri, presidente di Federparchi; Andrea Monaco, ricercatore Ispra; Ester Del Bove, funzionario del Servizio Biodiversità e Reti Ecologiche dell’Ente Parco e Daniele Paoloni di Istituto Oikos che si occupa del coordinamento scientifico-operativo del Piano. Hanno partecipato anche il sindaco di Sabaudia e presidente della Comunità del Parco, Giada Gervasi; i rappresentanti della Asl di Latina e dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Lazio e della Toscana.

Durante l’incontro è stata sottolineata la necessità di dare attuazione al Piano gestionale del daino per salvaguardare la biodiversità del Parco. Attualmente sono quasi 1800 i daini presenti nei 3000 ettari di foresta, per una densità di quasi 60/capi ogni 100 ettari: una densità mai registrata in Italia.

In cinque anni la popolazione è cresciuta di quasi il 40%, aggravando il forte squilibrio dell’intero ecosistema della Foresta demaniale, che è anche individuata quale Zona speciale di conservazione e “core area” della Riserva della biosfera tutelata dall’Unesco.

“Il dovere istituzionale dell’Ente Parco è quello di tutelare la biodiversità e le specie autoctone – ha dichiarato il presidente dell’Ente Parco, Giuseppe Marzano – La popolazione di daino attualmente presente è destinata a un’espansione del suo areale con conseguenze distruttive ed irreparabili non solo per la biodiversità, ma anche su aspetti della sicurezza stradale e danni economici relativi alle colture agricole e serricole. Considerando i seri danni prodotti e quelli in corso, si ribadisce quindi che il Piano gestionale approvato nel 2017 con parere positivo del Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero della transizione Ecologica) e dell’Ispra, è l’unico strumento in grado di assicurare una effettiva riduzione della popolazione di daino. Per tutti questi motivi non possiamo più aspettare e siamo pronti ad entrare nella fase operativa“.

L’Ente Parco ha cercato anche azioni non cruente, pubblicando bandi per la traslocazione dei capi sterilizzati in recinti a scopo ornamentale (cosiddette “adozioni”), in aziende agri-turistico-venatorie e per scopi alimentari.

“Le istanze ricevute interessano solo un numero esiguo di esemplari, una quarantina circa – ha spiegato il presidente del Parco – Come già deciso nei mesi scorsi, il bando per la traslocazione di daini a scopo “ornamentale” (termine poco rispettoso della dignità animale, ma così riportato nella normativa) verrà comunque riproposto: nelle prossime settimane verificheremo con Ispra se vi è modo di snellire le procedure per la cessione dei capi, con particolare riferimento alla possibilità di prevedere recinzioni meno costose. Tutto questo sempre rispettando le leggi vigenti che, come si è visto nel corso del primo bando, dettano regole stringenti sulle quali il Parco non ha potere di influire. L’Ente Parco, inoltre, verificherà la possibilità di contribuire economicamente al trasporto e alla sterilizzazione dei daini ceduti a scopo ornamentale”.

Nelle prossime settimane, verrà attuato uno screening sanitario tramite abbattimento diretto di un campione rappresentativo dell’intera popolazione, nonché tramite la possibilità di recupero – in particolari condizioni – degli animali morti a causa degli incidenti stradali.

 

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