Cardillo provinciali
Giancarlo Cardillo

Attribuisce la responsabilità dello spopolamento del centro storico di Castelforte all’ex amministrazione di Gianpiero Forte, l’attuale sindaco Giancarlo Cardillo. Un esodo causato dalla sosta a pagamento.

“Fu lui nel 2002 – ha dichiarato Cardillo in una nota – con una delibera di giunta a individuare le aree da destinare al parcheggio dei veicoli e a stabilire l’introduzione dei ‘grattini’, la cui gestione affidò al comando dei Vigili urbani che, per la vendita avrebbero potuto avvalersi anche dei commercianti. Ma questo, forse, non se lo ricorda”.

“In Comune – ha continuato il primo cittadino di Castelforte – ho trovato anche una seconda delibera del 2004, con la quale Forte accoglieva l’istanza di un gruppo di commercianti che chiedevano di valutare l’opportunità di istituire posteggi a pagamento nell’area fra piazza San Rocco e la chiesa dell’Annunziata. E lui considerò questa richiesta, tanto da creare nuovi spazi su Via Risorgimento, Via Fusco e addirittura in un tratto di Via Pozzillo”.

Difendendosi dalle continue accuse sul suo operato, Giancarlo Cardillo ha precisato quanto “l’amministrazione comunale stia cercando, con fatica, con impegno, con passione di trovare la strada migliore per ridare smalto alla città. Nonostante le risorse minime, i debiti contratti precedentemente, nonostante la crisi che colpisce la vita quotidiana dei cittadini. Stiamo provando a ridare coraggio, a offrire servizi o, almeno, a conservarli nel miglior modo possibile”.

Sulla presunta irregolarità del parcometro in via Fusco, messa in luce dal consigliere Michele Saltarelli, è intervenuto anche il delegato alla viabilità Americo D’Aprano.

“La riattivazione del parcometro è una scelta giusta – ha sottolineato D’Aprano – Si vuole dare ordine all’interno del centro di Castelforte. Merita ogni utile attenzione, per tentare un serio rilancio del suo potere di attrazione, delle alle attività commerciali e per offrire una viabilità agile e senza problemi. E’ strano che ogni volta che si tenta di fare qualcosa di buono c’è chi si alza a protestare, e magari è lo stesso che commenta perché, a suo modo di vedere, non si fa niente”.