mercoledì 28 Settembre 2022

Papa Francesco: questa economia uccide

di Lucio Fava del Piano

“Questa economia uccide”. Con le parole nette e inequivocabili che abbiamo imparato a conoscere, e con la forza che ha dimostrato essergli propria, oggi Papa Francesco è tornato a parlare di povertà, condannando i meccanismi che regolano il sistema economico in cui viviamo, che definisce “un’economia dell’esclusione e della iniquità”. Le parole del Santo Padre sono contenute nella esortazione apostolica ‘Evangelii Gaudium’ pubblicata oggi in occasione della fine dell’anno della fede.

“Non è possibile che non faccia notizia il fatto che muoia assiderato un anziano ridotto a vivere per strada, mentre lo sia il ribasso di due punti in borsa. Questo è esclusione”, scrive Papa Francesco. Che poi stila la lista dei suoi no: “no a un’economia della esclusione”, “no alla nuova idolatria del denaro”, “no a un denaro che governa invece di servire”, “no all’inequità che genera violenza”.

Al centro della riflessione di Bergoglio c’è il profondo convincimento che “la dignità di ogni persona umana e il bene comune sono questioni che dovrebbero strutturare tutta la politica economica, ma a volte sembrano appendici aggiunte dall’esterno per completare un discorso politico senza prospettive né programmi di vero sviluppo integrale”.

“Quante parole – osserva ancora il Papa – sono diventate scomode per questo sistema! Dà fastidio che si parli di etica, dà fastidio che si parli di solidarietà mondiale, dà fastidio che si parli di distribuzione dei beni, dà fastidio che si parli di difendere i posti di lavoro, dà fastidio che si parli della dignità dei deboli, dà fastidio che si parli di un Dio che esige un impegno per la giustizia”. Parole scomode, insiste, salvo quando se ne fa un uso strumentale: “altre volte – è l’amara riflessione – accade che queste parole diventino oggetto di una manipolazione opportunista che le disonora”.

In un discorso tanto politico, Francesco ha anche voluto rivolgere un appello diretto a chi dell’amministrazione della cosa pubblica si occupa: “Chiedo a Dio che cresca il numero di politici capaci di entrare in un autentico dialogo che si orienti efficacemente a sanare le radici profonde e non l’apparenza dei mali del nostro mondo. La politica, tanto denigrata, è una vocazione altissima, è una delle forme più preziose della carità, perché cerca il bene comune. Non possiamo più confidare nelle forze cieche e nella mano invisibile del mercato”.

La conclusione di Papa Francesco non può che fare riferimento agli ultimi, secondo la linea tracciata dal Santo di cui porta il nome e che Bergoglio ha messo al centro del suo Pontificato: “Ascoltare il grido dei poveri”.

Roberto Miscioscia
Classe 86, imprenditore. Esperto di comunicazione. Osservatore delle dinamiche sociali. Amo la filosofia e mi appassionano le neuroscienze. Il mio libro preferito è MINSET di Carol Dweck... il mio film preferito LIMITLESS.

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