Paola Villa
Paola Villa

Paola Villa al centro di attacchi tanto inutili quanto qualificanti solo per chi li fa.

Il sindaco di Formia è stata presa di mira da un ex consigliere comunale che l’ha definita “chiattona”.

Che utilizza termini che più che sessisti segnano solo l’evidenza di un’ignoranza, nel senso che si ignora, il senso del vivere civile e della stessa educazione.

Termini che, purtroppo, legittimano lo svilimento e alla discriminazione non delle donne ma delle persone, in genere, nella società, sui social, nel mondo del lavoro, nelle istituzione, nella vita politica e nei media.

Paola Villa è sindaco per volere dei cittadini.

Sta affrontando, da sindaco, uno dei momenti più complessi della storia, non di Formia, non dell’Italia, ma del mondo, a testa alta, cercando di fare del suo meglio e, soprattutto, di farlo con i mezzi che ha a disposizione.

Sta cercando di fare quello che la sua comunità le chiede, il sindaco, e se lo stia facendo bene o male saranno il tempo a giudicarlo e i cittadini a valutarlo alle prossime elezioni stabilendo se riaffidarle o meno il destino della città.

Paola Villa è donna, è una professionista, è un sindaco, ma prima di tutto è una persona e come tale va rispettata al di là dei ruoli che ricopre.

Come giornalisti, come testata giornalistica, non siamo e non saremo mai d’accordo con frasi, insulti, apprezzamenti, che denigrano la persona e che, soprattutto, nulla hanno a che fare con quel confronto politico che dovrebbe essere sempre ricondotto al rispetto, alla forza delle ragioni, e alla capacità di difenderle.

La politica è altro. Ma in un Paese come l’Italia che, stando le classifiche internazionali, sulla partecipazione delle donne in politica, è al 37esimo posto, dietro Paesi come Bangladesh, Mozambico, Bulgaria e Costarica, che ci vogliamo aspettare?

La Villa ha sicuramente idee e posizioni molto diverse dalle mie ma le ragioni per cui la stanno insultando sono quelle per cui la rispetto di più.