Il presidente Mauro Bianchi

Un avvio di stagione tosto per la neopromossa HC Cassa Rurale Pontinia nella serie A Beretta femminile di pallamano. Ma era tutto messo in preventivo.

Dopo 14 anni dall’ultima volta nella massima serie femminile, la formazione pontina ha iniziato con due sconfitte. Da valutare, però, il valore degli avversari affrontati. Anzi tutto il Pdo Salerno, vincitrice degli ultimi tre scudetti consecutivi e al vertice della classifica anche nell’ultimo campionato interrotto dalla pandemia di Covid. E che dire dell’Alì Best Espresso Mestrino, altra squadra al top nell’ultima stagione e attualmente a punteggio pieno dopo due turni?

«Sapevano che la partenza non sarebbe stata facile – confessa il presidente Mauro Bianchi – eravamo consapevoli e ce lo siamo ricordato più volte, che nelle prime tre partite di campionato avremmo dovuto affrontare le prime classificate dello scorso campionato, Salerno, Mestrino e a seguire il Brixen. Per noi è un inizio complicato ma la strada che abbiamo davanti è ancora molto lunga e sarà piena di sfide da vivere e superare».

Poi il massimo dirigente del Club pontino continua la sua analisi guardando al futuro. «Sono sicuro che faremo bene perché si lavora molto e l’atteggiamento è quello giusto – aggiunge Bianchi – siamo scesi in campo senza paura dimostrano anche un bel gioco, vedo un ambiate giovane e molto motivato che ci porterà oltre ogni risultato e di questo ne sono certo».

L’HC Cassa Rurale Pontinia ha giocato una gara di grande coraggio nella tana del Salerno e ha approcciato alla grande con il Mestrino ma ora è attesa dal turno di riposo del campionato, una settimana in più per continuare il lavoro con i coach Nasta e Iengo. «Alla squadra e alle ragazze voglio dire di continuare a dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita perché tutti saremo chiamati a dare il nostro contributo in questa lunga stagione – conclude il presidente – nella vita come nello sport per raggiunge i propri obiettivi bisogna dare il massimo sempre, superando ogni giorno noi stessi».