domenica 2 Aprile 2023

Palazzo FdI: “In Regione idee sostenibili per sostenere i territorio”

Elena Palazzo, candidata alla Regione Lazio con Fratelli d’Italia, sottolinea la distanza dell’ex presidente Zingaretti dai territorio e spiega come intende portare avanti azioni di sostegno per i territorio.
“C’è bisogno di azioni concrete da parte della Regione a favore delle imprese, la maggior parte delle quali piccole realtà familiari, che rischiano la chiusura e l’annullamento di anni
di sacrifici; a causa di una Giunta mai venuta loro incontro, nemmeno di fronte l’attuale congiuntura economica ed energetica che ci troviamo ad affrontare”.
“Oltre all’indifferenza dell’Amministrazione Zingaretti, si aggiunge anche l’aumento del caro-vita: frutto di speculazioni indegne all’interno di un territorio martoriato, in cui non sono state valorizzate le diverse potenzialità, sopratutto nel comparto agricolo e agroalimentare” . Tra le considerazioni della candidata meloniana di Itri – ” È necessario avere una visione futura e fuori gli schemi classici, per rilanciare il tessuto economico e dare un’opportunità ai giovani di questa regione. Ripartire dalle potenzialità che contraddistinguono ogni comprensorio, per uno sviluppo che non può prescindere dal territorio d’origine: dalle sue risorse ed opportunità, che forse non tutti conoscono, ma che molti nostri ragazzi hanno riscoperto ed hanno idee valide per valorizzarle. Ci sono molte attività artigianali e produzioni tipiche, che potrebbero rilanciare un turismo regionale ma
rischiano di scomparire. Realtà assai diverse quelle della nostra regione, che possono però
entrare in sinergia tra di loro, nel rispetto dell’ambiente e riducendo la carbon footprint. Abbiamo puntato così tanto sul libero mercato e le importazioni, da dimenticarci una risorsa strategica come la nostra agricoltura, a cui va affiancata un’economia di trasformazione, che punti a lavorare ed esportare le sovraproduzioni che andrebbero sprecate. Nel merito, penso ad esempio a quanto avviene in molte campagne pontine, dove i coltivatori diretti sono costretti a gettare via le eccedenze di un raccolto, le cui spese e sforzi non verranno mai loro compensati”.

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