operatori sanitari
L'ospedale Santa Maria Goretti di Latina

Sulla possibilità di realizzare un nuovo ospedale a Gaeta, interviene il senatore Claudio Moscardelli. La replica è diretta al consigliere regionale Pino Simeone che si è mostrato scettico, troppo per l’esponente del PD.

“Sull’ospedale del Golfo La precedente giunta di centrodestra aveva cancellato ogni possibilità mentre il Presidente Zingaretti ha destinato risorse precise alla nuova struttura con atti formali – così Claudio Moscarelli -. La precedente giunta di centrodestra ha tagliato le strutture ospedaliere delle province in tutto il Lazio e in particolare in provincia di Latina come Sezze, Gaeta e Minturno“.

“Inoltre – ricorda Claudio Moscardelli -, la precedente giunta di centrodestra istituì le macroaree per cui ogni provincia veniva legata ad una grande struttura ospedaliera di Roma come grande ospedale di riferimento determinando la spalmatura del debito dell’azienda ospedaliera romana su tutta la macroarea. Poiché ciascuna provincia aveva i conti in ordine e non produceva più deficit, veniva asservita alla struttura romana di riferimento per allentare i vincoli su Roma. L’assorbimento delle province avveniva anche per la programmazione dei servizi: le eccellenze a Roma e la sanità provinciale desertificata”.

Non solo: se la Giunta Marrazzo aveva classificato l’ospedale di Latina come DEA di II Livello, il primo fuori Roma, la giunta Polverini lo declassò a ospedale provinciale.

“Tutto questo è stato eliminato con Zingaretti che ha riclassificato Latina Dea di II livello, ha destinato le risorse alla costruzione dell’ospedale del Golfo e ha abolito le macroaree ridando dignità alla sanità provinciale – aggiunge Moscardelli -. Con il risanamento dei conti della sanità del Lazio e il superamento dei vincoli del piano di rientro grazie a Zingaretti finalmente le Asl del Lazio compresa Latina hanno potuto riprendere ad assumere medici, infermieri ed altre figure professionali, stabilizzare i precari ed aumentare i servizi per i cittadini oltre ad intervenire per abbattere le liste d’attesa. L’offerta di cure per i cittadini – conclude – potrà così sempre di più migliorare in quantità e in qualità“.