ospedale Dono Svizzero Formia

Durissima la reazione dell’opposizione in consiglio regionale e non solo.

La visita del segretario provinciale del Pd, Claudio Moscardelli e del consigliere regionale, Salvatore La Penna, non è stato digerito né da Forza Italia né, tantomeno, dal Movimento 5 Stelle.

Ad essere contestato è il fatto che la situazione in cui versa l’ospedale Dono Svizzero di Formia, così come tutti gli altri ospedali della provincia di Latina, è il frutto della politica attuata dal 2013 ad oggi dal presidente Zingaretti.

Su Zingaretti non gravano tutte le responsabilità ma certo non è esente dalla mancata risoluzione delle tante criticità che contraddistinguono la sanità in terra pontina.

“Sono rimasto sbalordito dalla notizia del blitz degli esponenti del Pd Salvatore La Penna e Claudio Moscardelli presso il Dono Svizzero di Formia. Ho voluto rileggere la notizia per ben due volte perché non credevo ai miei occhi. Pensavo fossimo su ‘Scherzi a parte’. Due big locali del partito che governa la Regione Lazio e gestisce la sanità scoprono improvvisamente – spiega il presidente della commissione regionale sanità, Giuseppe Simeone – i disagi vissuti quotidianamente dagli utenti formiani e del sud pontino, denunciando le disfunzioni e le gravi carenze esistenti”.

La lista dei problemi, non risolti, non solo è lunga ma è conosciuta da tempo.

Pianta organica sotto dimensionata, apparecchiature non funzionanti o, come nel caso della risonanza magnetica, installate ma non ancora in funzione.

Il reparto di emodinamica, fondamentale in un ospedale che ha nell’emergenza – urgenza la sua vocazione, a mezzo servizio a causa della mancanza di medici e tecnici.

“Ci vuole una bella faccia tosta! Chiedano scusa ai cittadini per i problemi irrisolti e spiegassero perché non sono state trovate soluzioni in tutti questi anni. Se davvero ci tengono alla salute dei cittadini di questo territorio La Penna e Moscardelli sposino la causa e vadano in pressing sull’assessore D’Amato per accelerare i tempi per realizzare l’ospedale del golfo. Un loro contributo – conclude Simeone – per questa battaglia sarebbe gradito. Ci risparmiassero però i blitz in ospedale, perché con certe prese di posizione si rischia di cadere davvero nel ridicolo”.

Sulla vicenda sono intervenuti anche i deputati dei 5 Stelle Ilaria Fontana e Raffaele Trano e Loreto Marcelli, vice presidente commissione sanità nel Lazio.

“I due rappresentanti del Pd sfondano una porta spalancata ammettendo candidamente, per la prima volta, che i servizi della rete ospedaliera sono stati possibili solo grazie ai sacrifici di “medici ed infermieri che hanno stretto i denti”, ma che alla situazione dei precari, che lungi dall’essere superata, si aggiunge quella preoccupante dei prossimi pensionamenti, da noi segnalata già lo scorso anno. Paradossale – spiegano i 5 Stelle – risulta essere la visita presso l’ospedale Dono Svizzero fatta senza spendere una parola sulla risonanza magnetica, ordinata da ben 6 anni e mezzo ed ancora non funzionante. Si richiedono nuove apparecchiature anche quando basterebbe mettere in funzione quelle presenti ma non operative”.