martedì 16 Aprile 2024
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Operazione Tiberio, corruzione e turbativa d’asta nell’indagine che ha mandato in carcere Cusani

Si chiama “Operazione Tiberio” l’indagine che stamattina ha portato in carcere Armando Cusani. A renderlo noto i Carabinieri del comando provinciale di Latina, che nella mattina di oggi hanno dato esecuzioni a 10 provvedimenti di custodia cautelare, di cui 4 in carcere e 6 ai domiciliari, emessi dal GIP di Latina Giuseppe Cario. Gli arrestati sono accusati di corruzione, associazione a deliquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti.

L’indagine, lunga e articolata, è stata coordinata dal sostituto procuratore della Repubblica di Latina Valerio De Luca, e partiva dagli approfondimenti relativi al mancato intervento da parte del Comune di Sperlonga relativamente alla parte abusiva dell’hotel “Grotte di Tiberio”. Le indagini condotte inizialmente dai Carabinieri del Nucleo di Sperlonga avevano permesso di accertare che i responsabili comunali non procedevano nel ripristino dello stato dei luoghi nonostanze la constatazione di abuso edilizio nell’albergo, così come certificato anche dalla condanna emessa dalla corte di appello di Roma nel 2014. Già all’epoca si ipotizzava la corruzione in capo ai responsabili dell’ufficio tecnico del Comune di Sperlonga che si erano succedute nel tempo. A gennaio 2016 le indagini sono state affidate dalla Procura al Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Latina per approfondire alcuni sospetti illeciti. Le investigazioni eseguite in collaborazione coi il personale del NORM della compagnia di Terracina hanno confermato la corruzione e hanno permesso di accertare l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla commissione dei delitti di turbata libertò degli incanti e alla corruzione, al fine di pilotare le aggiudicazioni di alcune gare di appalto.

Tra le gare pilotate, la valorizzazione del complesso archeologico Villa Prato di Sperlonga, per un importo da 700 mila euro; la ristrutturazione del Comune di Prossedi (230 mila euro); l’affidamento dello spazzamento delle strade extraurbane del comune di Priverno per un importo di circa 40mila euro; e il restauro dell’istituto scolastico “Don Andrea Santoro” di Priverno di circa 35mila euro. Per i Carabinieri esisteva “un vero e proprio sistema corruttivo, attuato da una serie di società che, grazie alla collusione dei responsabili dei procedimenti, riuscivano ad ‘inquinare’ le gare pubbliche di piccole e medie dimensioni tentando, ed in alcuni casi riuscendovi, a predeterminare la scelta del contraente”.

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