Polizia

Sono 10 gli arresti, di cui 6 in carcere e 4 ai domiciliari, a carico di altrettanti individui, 7 italiani, residenti in provincia di Roma, Latina e Salerno, e 3 stranieri, due di nazionalità polacca ed uno rumena.

Il reato contestato è di associazione per delinquere finalizzata all’evasione dell’accise sui carburanti impiegati per alimentare veicoli industriali.

Al vertice dell’organizzazione è stato identificato proprio l’amministratore di una ditta pontina specializzata nella vendita e distribuzione di carburanti ove il combustibile veniva depositato.

L’uomo, residente a Latina ma originario della provincia di Catanzaro, è stato arrestato all’alba di oggi, aveva organizzato una vera e propria filiera del contrabbando di carburanti.

Con lui è stato arrestato anche un altro uomo calabrese, originario di Vibo Valentia, ma da molto tempo residente a Latina, incaricato di custodire nel deposito temporaneo il combustibile in attesa di essere commercializzato.

L’organizzazione aveva anche delle propaggini all’estero, precisamente in Polonia ove si avvaleva di due intermediari polacchi per l’acquisto ed il trasporto del carburante in Italia.

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Trento, che ha delegato alla polizia di Stato e all’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, si è conclusa martedì.

Disposto dall’autorità giudiziaria il sequestro di due depositi, situati a Latina, ove stato accertato venisse stoccato il carburante.

Nel corso delle perquisizioni sequestrati anche 2 Motocicli, 5 Autocarri, 3 Semirimorchi, 7 Autovetture ,1 Camper, 55.000 euro in contanti, 18 Rolex, 83.000 litri di carburante, 2 depositi petroliferi di cui uno abusivo, 1 villa (abusiva), 8 anelli in oro con pietre preziose e 2 braccialetti sempre in oro.

Le attività investigative sono partite da un controllo in area di servizio da parte di una pattugli della polizia stradale di un semirimorchio polacco, trasportante cisterne vuote.

È stato stimato nel corso delle indagini, durate circa 8 mesi dal mese di settembre 2018 fino a maggio 2019, che il mancato guadagno per l’erario sia stato di circa 1 milione di euro.

Il sistema messo in opera prevedeva l’acquisto nell’est Europa del combustibile, fatto entrare in Italia senza il dovuto pagamento attraverso la creazione di falsi documenti di trasporto, in cui si attestava che fosse prodotto lubrificante in transito in Italia con destinazione Malta e quindi non sottoposto al pagamento dell’imposta di consumo nello Stato italiano.

Una volta giunto in Italia il carburante veniva trasportato in un deposito temporaneo a Latina presso una società riconducibile ad uno degli indagati.

Successivamente veicolato verso la destinazione finale, ovvero un altro deposito sempre nei dintorni del capoluogo pontino, per essere commercializzato.