guardia di finanza

15 milioni di euro sequestrati in via preventiva tra omme di denaro e beni.

21 le perquisizioni domiciliari e personali e provvedendo al sequestro, nelle province di Napoli, Milano, Ferrara, Perugia, Macerata, Lodi e Sassari, di oltre 80 rapporti finanziari, 16 unita’ immobiliari, 18 autoveicoli, quote societarie e di partecipazione, nonche’ beni di lusso tra cui televisori e accessori di abbigliamento griffati rinvenuti nelle abitazioni degli indagati, per un valore equivalente all’evasione fiscale realizzata.

E’ il risultato dell’operazione della Guardia di finanza di Napoli denominata “Easy tax” che ha dato esecuzione ad un’ordinanza di misure cautelari personali e reali, emesse dal gip del Tribunale di Napoli nei confronti di 21 tra persone fisiche e societa’ situate in varie regioni italiane.

L’attività investigativa nasce dalla denuncia di una società di Latina, la quale, consultando il proprio cassetto fiscale, ha rilevato molteplici compensazioni di suoi debiti tributari previo utilizzo di crediti Iva di un’impresa di Marano di Napoli a lei totalmente sconosciuta.

L’ordinanza prevede, inoltre, l’applicazione della misura interdittiva del divieto temporaneo di esercitare la professione nei confronti di un commercialista con studio a Marano di Napoli e l’esercizio di impresa e uffici direttivi delle persone giuridiche nei confronti di due imprenditori napoletani.

Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle di Giugliano in Campania hanno permesso di svelare un sistema fraudolento attuato da un commercialista di Marano di Napoli, socio e consulente fiscale di due società che avevano acquistato dei fantasiosi brevetti, risultati inesistenti, quali un ‘Sistema piastra con cuscinetto a sfera per costruire edifici antisismici’ e un ‘Tagliaerba robotizzato a guida autonoma alimentato da pannelli solari’, entrambe le cessioni risultavano effettuate da un’impresa napoletana non piu’ operativa, esercente l’attivita’ di ‘Ristorazione senza somministrazione con cibo da asporto’.

L’importo dell’inesistente compravendita, per un ammontare complessivo di oltre 24 milioni di euro, ha generato un illecito credito Iva per circa 5.300.000 euro utilizzato dal commercialista per compensare, per gli anni di imposta 2017 e 2018 tramite l’accollo tributario, debiti fiscali di terze societa’ operanti sull’intero territorio nazionale.