giovedì 6 Ottobre 2022

Operazione Don’t Touch, tutti i dettagli. La Procura: criminalità sottovalutata

di Eleonora Spagnolo – 24 persone arrestate, altre 13 indagate e un sequestro di beni per un valore di 12 milioni di euro. Questi i numeri dell’operazione “Don’t touch” illustrati dal Procuratore Aggiunto Nunzia D’Elia, in una conferenza stampa che si è tenuta nella sede della Procura della Repubblica di Via Ezio. Con il magistrato erano presenti il Questore Giuseppe De Matteis, il Capo della Squadra Mobile Tommaso NiglioElvio Barbati dell’unità indagini patrimoniali dello Sco e il vicario della Questura Antonio Mannoni.

L’indagine è partita dopo la gambizzazione di un tabaccaio di Latina, avvenuta ad agosto 2014. In un anno è emersa un’associazione a delinquere composta da personaggi per lo più già noti alle forze dell’ordine. Il capo è un esponente di una nota famiglia rom. “La pericolosità dell’associazione era evidente dal numero di reati violenti”, ha spiegato Nunzia D’Elia. E l’indagine è ancora più grave per il coinvolgimento di esponenti delle forze dell’ordine. “L’associazione è riuscita a trovare un fondamento anche nelle istituzioni e alle forze dell’ordine”, ha proseguito il magistrato. “C’è l’orgoglio di avere la forza di fare pulizia al nostro interno e questo è uno sforzo importante: solamente facendo pulizia all’interno si può pensare di fare una vera pulizia all’esterno, altrimenti tutto è inquinato”, ha aggiunto riferendosi ai poliziotti e carabinieri arrestati.

Si è trattato di un’indagine complessa, hanno sottolineato il Procuratore e il Questore, per l’insufficienza di forze di polizia, carabinieri e magistratura di fronte al carattere criminale riscontrato. È stata una corsa contro il tempo, così l’ha descritta Giuseppe De Matteis, perché le indagini andavano fatte in tempi rapidi e perché bisognava isolare le “zone di infezione”. La “banda” era dedita a estorsioni, furti, e comportamenti illeciti a sfondo patrimoniale. Avevano attività commerciali, o società che servivano all’intestazione fittizia di beni: ne sono state sequestrate 15, costruite con fondi illeciti, che detenevano grossi patrimoni, in un caso anche un immobile da 870 mila euro. La banda aveva mire espansionistiche, nel settore dello sport dilettantistico e nell’alimentare.

Ci sarebbero anche politici coinvolti, in particolare si è parlato di un esponente nazionale. Ma sul nome vige il massimo riserbo, anche se, ha chiarito D’Elia, non sono state inviate richieste di autorizzazioni a procedere al Parlamento. “Non siamo raccoglitori di gossip, siamo raccoglitori di elementi per verificare la presenza di reati”, ha spiegato il Sostituto Procuratore in merito ai presunti contatti tra il capo dell’organizzazione e i politici locali.

Gli arresti e i sequestri della giornata di oggi dimostrano la presenza elevata di criminalità a Latina. Su questo argomento si sono concentrati in particolare il Procuratore D’Elia e il Questore De Matteis. “Non smetto di chiedere maggiore attenzione alla condizione criminale della città – ha detto Nunzia D’Elia – le denunce arrivate dimostrano che il cittadino ha volontà di ribellarsi”. Sulla stessa linea il Questore De Matteis: “C’è un errore di sottovalutazione della reale situazione criminale di questa provincia e di questo capoluogo in particolare – ha dichiarato – l’infiltrazione negli apparati investigativi e la vicinanza con persone vicine alle istituzioni ci dicono che il livello di criminalità di questo gruppo è molto elevato”.

“È un’indagine che non finisce qui – ha concluso Nunzia D’Elia – come sempre succede quando poi si fanno arresti e perquisizioni vengono fuori altri spunti investigativi, ci sono parti non ancora mature, noi cercheremo di portare a casa il risultato, Qui non si tratta di droga, usura, estorsione, ma di qualcosa in più. Per ora abbiamo chiuso questa tranche, poi vediamo. A Latina c’è sempre molto da fare”.

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