Operazione Arpalo, nello studio di Paolo Censi il carteggio che aiutò le indagini

Paolo Censi
L'avvocato Paolo Censi

Non trova spiegazione in questa indagine il suicidio dell’avvocato Censi: questo è quello che emerge dalla conferenza stampa di questa mattina organizzata in Procura per l’operazione “Arpalo”. Alle 5 sono state eseguite le 13 misure cautelari che hanno interessato anche l’ex deputato di Fratelli d’Italia e ex presidente del Latina Calcio, Pasquale Maietta. In molti aspettavano la conclusione degli accertamenti per capire i possibili motivi per i quali l’avvocato si è tolto la vita il 23 dicembre 2015. Invece sebbene le indagini sul suicidio abbiano permesso agli inquirenti di chiarire meglio il quadro delle attività illecite dei membri di questa presunta associazione per delinquere e a confermare la partecipazione di alcune persone non sembra esserci legame con il suo gesto estremo.

Il suicidio di Censi si inserisce nelle indagini sul riciclaggio del denaro tra Italia e Svizzera. La polizia nutriva già dei sospetti. Durante gli accertamenti dopo il dramma, nello studio dell’avvocato, in piazza Bruno Buozzi, viene trovato un carteggio strappato che è stato poi ricomposto dalla squadra mobile della questura di Latina. Un colloquio scritto tra il figlio di Paola Cavicchi e lo stesso Censi che in questo modo pensavano di non essere ascoltati. “Con certezza – spiega il procuratore capo Andrea De Gasperis – si capisce che sono a conoscenza delle indagini nel dettaglio. Discutono anche delle eventuali pene. In questo modo trova conferma anche il collegamento tra le società svizzere e italiane”.

Le indagini quindi vanno avanti in questa direzione. Con due rogatorie internazionali vengono scoperte tre società anonime a Lugano nelle quali vengono versate somme che poi sono trasferite a corrispondenti società italiane. Dopo di che le società anonime svizzere spariscono. Proprio a Lugano sarebbero stati, poco prima della morte dell’avvocato, Censi, Maietta e la stessa Cavicchi.

“Censi – sempre secondo il procuratore – sarebbe stato impegnato probabilmente in attività di indagini preventive relative ad alcuni dei suoi clienti, tra i quali figuravano Maietta e la Cavicchi”.

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