domenica 25 Febbraio 2024
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Operazione antidroga dei Carabinieri di Formia: 17 le misure cautelari eseguite

Un’imponente operazione antidroga quella condotta questa mattina all’alba dai Carabinieri della Compagnia di Formia, su direttiva della Procura della Repubblica di Cassino. L’azione ha portato all’attuazione di 17 misure cautelari (4 in carcere, 2 agli arresti domiciliari, 3 divieti di dimora e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria). Tutte le persone indagate dovranno rispondere delle accuse di detenzione di sostanze stupefacenti finalizzata allo spaccio nonché di porto di armi comuni da sparo illegalmente detenute. L’operazione dei militari nei comuni di Napoli, Isernia, Vercelli, Melfi (PZ), Minturno (LT), Santi Cosma e Damiano (LT) e Castelforte (LT).

Dettagli dell’Operazione

L’operazione antidroga ha coinvolto una nutrita squadra di Carabinieri, guidati dal Maggiore Michele Pascale, impegnata in perquisizioni e arresti mirati. Gli sforzi delle forze dell’ordine sono stati supportati dall’utilizzo di unità cinofile addestrate, che hanno contribuito a individuare potenziali nascondigli di sostanze illecite, e da un elicottero che ha fornito un’ampia visuale del territorio per identificare punti di interesse.

Obiettivo dell’Operazione

Nell’ordinanza di custodia cautelare si ricostruisce l’attività di spaccio di droga
(soprattutto cocaina, hashish e marijuana) effettuata da un gruppo criminale operante nel sud Pontino, e più specificatamente nei comuni di Castelforte e Santi Cosma e Damiano, di cui facevano parte alcuni soggetti collegati al clan “Mendico-Antinozzi”, un sodalizio criminale collegato al così detto “clan dei casalesi”.

L’attività di approvvigionamento e spaccio

La droga, che arrivava dalla Campania e da Roma, veniva smistata ai vari spacciatori per la successiva vendita al dettaglio nei comuni del Sud Pontino. Per eludere i controlli delle forze dell’ordine, venivano adottate specifiche attività sia per il trasporto dello stupefacente, mediante il metodo della “staffetta”, sia nelle conversazioni telefoniche, per le quali si utilizzavano applicazioni di messaggistica istantanea per non finire nelle intercettazioni.

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