Fabrizio Faiola, 36 anni di Fondi, e Georgeta Vaceanu, romena di 25 anni, devono essere condannati a 30 anni di reclusione ciascuno.

Questa la richiesta formulata dal procuratore generale Giancarlo Amato nel processo d’appello.

I due sono accusati del sequestro e dell’omicidio di Umberto Esposito, il sarto di 82 anni ucciso e abbandonato nelle campagne di Terracina nel 2017.

A inizio febbraio l’udienza conclusiva che porterà alla sentenza d’appello.

“Si è trattato di una vicenda tragica. Un fatto odioso come questo – ha detto Amato nel corso della sua requisitoria – non merita la concessione delle attenuanti generiche. Era dal 2015 che Esposito manteneva queste persone. Pensare di uccidere una persona che ti ha dato tutto non merita alcuna attenuante”.

 Il cadavere di Esposito, sarto di 82 anni, fu trovato ‘incaprettato’ e legato a un albero.

Qualche giorno dopo il ritrovamento, furono eseguiti i fermi di Faiola e Vaceanu, poi portati a processo per le accuse di sequestro di persona, omicidio, rapina e falsificazione di titoli di credito e indebito utilizzo di carte di credito e di pagamento.

Secondo la ricostruzione investigativa dei carabinieri, Esposito aveva avuto un appuntamento con la donna romena e il suo compagno.

Poi la sedazione, il sequestro e il trasporto in una zona di campagna, la stessa dove fu poi ritrovato.

La morte di Esposito fu fatta risalire al 22 marzo 2017, dovuta probabilmente ad asfissia meccanica violenta.