operazioni Astice e Petrus
Il carcere di via Aspromonte a Latina

Ha parlato per più di due ore la zia di Gloria Pompili, accusata dell’omicidio della 23enne di Frosinone avvenuto sulla Monti Lepini all’altezza di Prossedi. Dal carcere di Rebibbia, dove è ristretta, Loide Del Prete è arrivata a quello di via Aspromonte per l’interrogatorio di garanzia, accompagnata dagli avvocati Filippo e Romano Misserville.

Al giudice per le indagini preliminari Pierpaolo Bortone, che ha firmato l’ordinanza di arresto, ha raccontato una versione dei fatti completamente diversa da quella descritta dagli inquirenti. Si è difesa dichiarandosi innocente, ha detto più e più volte di non aver mai picchiato la nipote e che quella sera avrebbe voluto portarla in ospedale. Non sarebbe stata infatti la prima volta, ha raccontato al gip, che la giovane tornava dalla strada con lividi ed evidenti segni di percosse subite. Le ha detto che l’avrebbero accompagnata al pronto soccorso, ma Gloria avrebbe risposto che non era necessario, che il dolore sarebbe passato. Secondo la donna la nipote sarebbe stata violentemente picchiata anche a Ferragosto.

Si è invece avvalso della facoltà di non rispondere il cittadino egiziano, compagno della zia di Gloria, difeso dagli stessi avvocati della Del Prete.

Nell’ordinanza, di 70 pagine, però il quadro che emerge è completamente diverso. Durante le indagini infatti sono stati raccolti diversi elementi a carico della coppia, che è stata anche ascoltata tramite intercettazioni ambientali. In particolare i due avrebbero avuto la consapevolezza di essere sotto controllo e hanno cercato anche di ipotizzare modi per giustificare fatti e comportamenti.