Fabio Trabacchin ha risposto alle domande del giudice del tribunale di Latina, Giorgia Castriota.
Un lungo interrogatorio, difficile, sofferto.
L’uomo ha ammesso l’omicidio della moglie, Elisa Ciotti, ma ha anche spiegato di non ricordare molti dettagli.
Difeso dagli avvocati Fabrizio Mercuri e Luca Melegari ha raccontato l’ultima lite, spiegando che ad accenderla sarebbe stata la gestione della bambina.
Elisa voleva che stesse un po’ con il padre e lui non era d’accordo.
Tanti i “non ricordo”, “ho dei vuoti”, soprattutto sul momento dell’aggressione.
Poi di nuovo è tornato lucido e ha raccontato di come si sia preparato per uscire, facendo le stesse cose di sempre.
La figlia in tutto questo non la ricorda, nella sua ricostruzione non era presente al litigio, né poi all’assassinio.
La ragazzina per il momento non è ancora stata sentita.