Collina degli ulivi
Il sostituto procuratore Giuseppe Miliano

Sono Dan Puiu, di 39 anni, e Madalin Bogdan, di 29 anni, entrambi cittadini romeni, i 2 fermati per l’omicidio del connazionale Constantin Badalau, avvenuto a Cisterna in un appartamento di via Moscarello, il 4 marzo 2019. Avrebbero massacrato la vittima perché perché non li faceva dormire per le liti con la compagna.

Quel giorno gli uomini della polizia di Stato erano intervenuti su richiesta di personale del 118, che segnalava il decesso di un uomo con evidenti ecchimosi al volto. Le indagini immediatamente avviate si sono concentrate sul ristretto cerchio di amicizie della vittima ed in particolare sui quattro coabitanti del locale, dove il corpo era stato trovato.

Infatti i due uomini e le due donne avrebbero ripulito la scena del delitto e cercato di indurre gli agenti a considerare il decesso come avvenuto per cause naturali: per una caduta per ubriachezza. I sospettati, tutti provenienti dalla Romania avrebbero problemi con l’alcool e si sostengono con saltuari lavori edilizi o agrari.

Sono state disposte ed effettuate intercettazioni telefoniche ed ambientali sia nella sala d’attesa del commissariato che in un altro locale a Latina, dove i 4 romeni si sono trasferiti a causa del sequestro dell’abitazione di Cisterna.

Le valutazioni del medico legale, i serrati interrogatori ed i risultati delle intercettazioni a carico dei connazionali del Badalau, hanno evidenziato gravi indizi a carico dei due uomini, che avrebbero massacrato a pugni e calci la vittima colpevole di litigare rumorosamente con la compagna, disturbandoli nel loro riposo.

Dagli accertamenti è emerso anche il pericolo di fuga. Dalle intercettazioni sono emersi contatti con un connazionale autotrasportatore, che per duecento euro a testa avrebbe assicurato loro un trasbordo oltre frontiera in un vano di un tir per trasporto merci. Per questo uno degli indagati si stava procurando il denaro dalla vendita di una roulotte usata quale abitazione di fortuna.

L’arresto è avvenuto prima che potessero fuggire. I due fermati sono stati associati al carcere di Latina. Le due donne rimangono indagate per favoreggiamento avendo omesso di chiamare immediatamente soccorsi  e ripulito la scena del crimine.