La morte di Romeo Bondanese ha costretto tutta la comunità a una riflessione. La notizia di un ragazzo di 17 ucciso senza motivo da un 16enne nel corso una rissa non può lasciare indifferente e è necessaria una risposta delle istituzioni. Il prefetto di Latina Maurizio Falco, il commissario prefettizio di Formia, Silvana Tizzano, il presidente della Provincia, Carlo Medici, e le forze dell’ordine si sono confrontati nel pomeriggio in prefettura.

Poi hanno incontrato la stampa. “Dietro tutto questo – ha detto Falco – c’è un disagio generazionale. Negli ultimi tempi abbiamo assistito a diverse violenze da parte dei ragazzi, episodi ripetuti che preoccupano: a  Vindicio a Formia, ad Aprilia. I ragazzi devono recuperare il rapporto di fiducia con noi e la risposta non può essere solo di repressione.

Metteremo in campo misure di prevenzione, con una videosorveglianza strategica nei luoghi della movida. E’ nostro dovere reagire in maniera intelligente e non emotiva, anche se sono notizie che toccano. Saremo impegnati in particolare in alcune zone di Formia e Gaeta considerate a rischio. E’ necessario però individuare il disagio sociale per contenerlo”.

“Un brutto battesimo per me – ha commentato Tizzano – La vicenda accelera le misure già pensate per evitare questi episodi. Il controllo del territorio è garantito comunque dalle forze dell’ordine e dalla polizia locale che spende ogni risorsa.

E’ vero anche – ha continuato – che la pandemia non ci consente di creare incontri e di continuare un dialogo con i più giovani. Intanto abbiamo fatto il punto sulla videosorveglianza e siamo già pronti per un primo lotto. Una seconda parte è bloccata da alcune procedure e mi impegnerò ad accelerare per garantire che zone più interessate possano essere vigilate”.

Anche il questore Michele Spina è d’accordo sull’importanza delle telecamere: “Per quanto si possa garantire pattugliamento la videosorveglianza è necessaria soprattutto in episodi gravi come questo”.

Continua a non essere chiaro il movente, anche se si escludono motivi di diverbio legati alla droga. I due giovani erano incensurati e provenivano da due famiglie per bene, non legate a contesti criminali.

Qualche dettaglio in più sui fatti è emerso durante la conferenza stampa: i colpi sono stati indirizzati alle parti basse e uno di questi purtroppo ha reciso l’arteria femorale provocando la morte del 17enne.

Partecipo come padre – ha detto il questore Spina – al dolore della famiglia di questo giovane e poi come poliziotto perché una morte in queste circostanze è una sconfitta. Per quanto subito è stato fermato un ragazzo di 16 anni fortemente indiziato del delitto. Un ragazzo che ha portato con sé un coltello e non ha esitato ad usarlo. Questo ci deve far riflettere sul mondo che stanno vivendo questi giovanissimi, che escono armati per divertimento. Le indagini continuano per delineare il quadro di questa vicenda. Oggi abbiamo preso l’impegno di continuare a garantire forte presenza in queste piazze”.

Per il momento il 16enne è accusato di omicidio e lesioni gravissime. E’ stato ascoltato per ore. Dopo essere stato medicato alla mano, si è reso conto della gravità di quanto avvenuto.

“Il problema delle baby gang, di accoltellamenti, della droga – ha continuato Spina – sono problemi sociali.  La polizia c’è, ma l’educazione è impartita in famiglia”.

“Per questo – ha aggiunto il prefetto – invito i  genitori a discutere con i loro ragazzi. A volte non conoscono i figli nelle possibili reazioni che possono avere e lo stesso invito è rivolto ai docenti. Rafforziamo il dialogo. Il dialogo e la disponibilità. In questo momento di Covid, dove i ragazzi hanno perso lo sfogo dello sport, delle attività sociali, con una scuola a intermittenza, hanno un’energia accumulata e sono pronti ad esplodere in qualsiasi momento. Per questo chiedo anche la collaborazione dei gestori dei locali della movida. Per avere la possibilità di arrivare prima”.