olivi

Nel Lazio ci sono 80mila ettari di olivi a rischio abbandono. L’allarme è stato lanciato da Coldiretti, che ha spiegato come dopo la Puglia, la nostra regione sia stata quella che nel 2018 ha fatto registrare il maggior calo della produzione (oltre il 40%). Le diminuzioni record si sono viste soprattutto nelle province di Latina e Rieti (58%). La causa proprio il susseguirsi di eventi atmosferici estremi.

I dati emergono dall’incontro promosso dalla Coldiretti, in piazza di Montecitorio, per protestare contro l’assenza di interventi del governo in favore dell’olivicoltura, al quale hanno partecipato agricoltori da tutto il Lazio.

“Cosi’ non si può andare avanti, gli agricoltori sono stremati dopo una stagione da incubo per assenza di prodotto e piante irrimediabilmente danneggiate – ha spiegato David Granieri, presidente di Coldiretti Lazio, presente alla manifestazione insieme ai vertici regionali – In ballo non c’è solo il futuro di migliaia di famiglie, visto che in questa regione ci sono circa 60mila aziende olivicole e 329 frantoi, ma anche la sicurezza del territorio sotto il profilo ambientale, con 80mila ettari di superficie investita a olivo, l’80% in zone collinari, a rischio abbandono. Non c’è piu’ spazio per rimpalli di responsabilità e cavilli burocratici, servono programmazione e stanziamenti immediati”.

I numeri parlano chiaro, l’olivicoltura è importantissima per il territorio e in particolare per la provincia pontina. Fa parte anche di una radicata tradizione e vede la produzione di olio di altissima qualità. Gli agricoltori chiedono di non essere lasciati soli.