Il tappo al mercato coperto

All’ingresso delle città italiane c’è un cartello che dice “Benvenuti a…”. Significa che è un “bene” che siete venuti e nessun male portate né male trovare, ma vento buono che aiuta a rendere l’aria viva e non mortifera. Ma qui a Latina non è così.

Quando fa freddo nelle città “cattive” e grandi, tipo Roma o Milano, aprono le stazioni della metropolitana per aiutare chi vive per strada. Lo fanno da sempre. A Roma sotto il colonnato del Bernini, mica una cosa così, c’è chi dorme e il Papa (non l’ultimo cristiano della terra) ha fatto fare docce e servizi igienici e anche un ambulatorio disponibile per chiunque ne abbia bisogno.

Questo nel mondo “cattivo”.

Nella buona Latina? Le Chiese hanno inferiate e pure con le lance in punta, come la lancia che ferì il Cristo nel costato quando era debole e sulla croce, una cosa da vili diciamo. Ma a Latina sono lance di fede e non di offese, spero che il loro Dio li perdoni.

E i porticati vengono “tappati” per evitare dormienti, viandanti, vagabondi, e ultimi di ogni risma e razza, qui sono cattivi ma politicamente corretti.

Non entro nelle cose dei credenti, sono erede di quelli che da queste ipocrisie liberarono Roma e la fecero italiana, ma questo è il mondo e questa è Latina ora che a governarla sono i buoni.

Mi domando se a tappare l’ingresso del mercato coperto fossero stati quelli di destra cosa sarebbe accaduto?

E aggiungo: da nessuno, dico nessuno, è arrivata a Natale una parola per gli operai della Corden Pharma che rischiano il lavoro, rischiano il futuro, sono 700 famiglie con l’indotto.

Nessuno ha detto una parola, e la cosa più grave è che tra questo nessuno c’è la sinistra che, se non sta con gli operai e con gli ultimi, semplicemente non serve.

L’unico a sinistra che ha ricordato gli operai della Corden in questo Natale è stato il presidente del consiglio comunale di Sezze, Enzo Eramo e lo cito nonostante sia mio amico o forse è mio amico anche per questo, ma lui sa cosa significa essere ultimo.

Capite perchè questa città non si salva? Vengo da un posto dove di chiese ce n’erano quasi 20, e madonne agli incroci dei vicoli ancor di più e c’era anche la compagnia della buona morte che si occupava di aiutare anche chi trapassava e quel trapasso forse era fortuna.

E cosa vuoi sperare in un posto così.