La sanità si veste di nuovo.

Dopo la rivoluzione che ha riguardato i codici di accesso al proto soccorso con il passaggio dai colori ai numeri, arriva quella riguardante il ticket.

Cambiano le regole e il il ticket sanitario non si pagherà più in quote uguali per tutti.

Questo il contenuto della bozza del disegno di legge di riordino della materia dei ticket, al vaglio del neo ministro della salute, Roberto Speranza.

Il costo del ticket sarà rapportato al reddito del nucleo familiare fiscale rapportato al numero dei componenti.

Il principio  quello secondo cui chi guadagna di più paga di più e l’obiettivo è di garantire maggiore equità ed evitare le disparità.

Sarà fissato, inoltre un importo come limite massimo annuale di spesa, al raggiungimento del quale l’assistito sarà esentato dal partecipare alla spesa sanitaria.

Nel disegno di legge “sono identificate le prestazioni sanitarie erogate a tutela di condizioni di particolare interesse sociale, escluse dalla partecipazione alla spesa sanitaria, come i soggetti vulnerabili privi di reddito”.

La partecipazione alla spesa sanitaria “è graduata in relazione al reddito prodotto dal nucleo familiare fiscale, rapportato alla composizione del nucleo stesso sulla base di una scala di equivalenza (reddito equivalente RE)”.

La disciplina della partecipazione alla spesa sanitaria tiene conto della presenza di malattie croniche e invalidanti o di malattie rare ovvero del riconoscimento di invalidità o dell’appartenenza a categorie protette.

Nel piano rientra anche la revisione del cosiddetto  superticket, che lo stesso ministro ha definito ”un balzello di 10 euro che non consente a troppi cittadini di accedere al sistema sanitario nazionale.

Superticket che la Regione Lazio, con una firma di un accordo a luglio, ha previsto di abolire cancellando la quota di 10 euro del ticket delle ricette sanitarie per la specialistica ambulatoriale, per gli over 60 e le categorie svantaggiate.