I Punti di primo intervento sono ancora appesi ad un filo.
La loro trasformazione, chiusura, smantellamento, a seconda di chi affronta la questione, non è stata ancora definita.
Mentre la regione Lazio prende tempo e il Ministero stando quanto è dato sapere non ha ritenuto di accogliere la modifica del decreto che ne prevede di fatto la cancellazione, al di là delle strumentalizzazione politica di cui sono costantemente oggetto, a tenere banco oggi è la vicenda del personale medico che in questi presidi di assistenza territoriale deve essere impiegato.
La denuncia arriva direttamente dal presidente dell’Ordine dei medici della provincia di Latina Giovanni Maria Righetti.
“La Asl – spiega Righetti – dovrebbe effettuare in questi giorni la nomina dei medici a tempo determinato da destinare ai Punti di primo intervento (PPI). L ’Ordine ha già denunciato nel recente passato il fatto che presso i PPI, attualmente inquadrati nei dipartimenti di emergenza – urgenza, e presso alcuni pronto soccorso ospedalieri della nostra provincia svolgano servizio colleghi delle cure primarie medici della continuità assistenziale, cioè ex guardia medica, non in possesso del titolo specifico”.
Il nodo da sciogliere secondo Righetti non sta nella verifica delle competenze e dell’esperienza che i medici hanno ma nella garanzia che gli stessi siano in possesso della idoneità richiesta per legge.
“E’ obbligo dell’Ordine segnalare – continua Righetti – i rischi anche di carattere penale nei quali possono incorrere gli operatori sanitari adibiti a servizi per i quali non possiedono una specifica idoneità, rischi ampiamente condivisi con chi a quei servizi li avesse incautamente adibiti. Il fatto che i medici di continuità assistenziale non possano esimersi dall’intervenire in casi inquadrabili nella emergenza/urgenza per evitare l’omissione di soccorso non ha fondamento giuridico mentre hanno fondamento giuridico e riflessi penali, il fatto che siano stati adibiti ad una attività per la quale, in base alle norme contrattuali vigenti, non hanno titolo”.
L’Ordine ha anche suggerito alla Asl Latina una soluzione al problema che sta nella possibilità di attingere alla graduatoria del settore della medicina generale denominato “Emergenza sanitaria territoriale”. Nella graduatoria recentemente pubblicata valevole per il 2019 sono presenti, infatti, ben 777 aspiranti medici con i necessari requisiti per lavorare nei Punti di primo intervento.





