domenica 29 Gennaio 2023

Negli anni le promesse al vento di Coletta. Perché dovremmo credergli oggi?

di Claudia Saba

Correva l’anno 2018.

“È giusto muovere critiche, segnalarci situazioni che vanno migliorate (sono tante…) ma credo sia importante avere la consapevolezza del lavoro che stiamo svolgendo, al netto degli errori che sono stati compiuti”.

Iniziava così la lettera scritta dal sindaco di Latina Damiano Coletta nel 2018 ai simpatizzanti di Lbc, il movimento del Bene Comune che lo aveva sostenuto nel suo progetto e che dopo due anni chiedeva il conto del cambiamento.
Una lettera “aperta” successivamente a tutta la città

A due anni dall’avvio dell’Amministrazione civica, la città di Latina cambiava verso.
In peggio

E non per quanto prospettato da Coletta nella campagna elettorale di due anni prima.

“Vi assicuro  – diceva Coletta – che noi ce la stiamo mettendo tutta. Anche sbagliando. Ma anche cercando di correggere i nostri errori. Vi assicuro che amministrare è una fatica enorme che stravolge anche la propria vita personale. Ora dovremmo passare dal tempo della bonifica e della semina al tempo del raccolto. Vorrei che nel tempo ci sia questa consapevolezza e che riusciate a essere orgogliosi della vostra scelta fatta due anni fa. Una scelta che ha cambiato la storia della città per una Latina libera, partecipata e democratica”.

Ma veniamo ai punti essenziali.

Verde pubblico

Il sindaco ammetteva: “È vero, sulla gestione del verde si può e si deve fare meglio ma è il primo anno che si chiude una gara ad aprile e non a giugno o a luglio. Nel frattempo sono state sfalciate vaste aree grazie al lavoro dei giardinieri che per la prima volta si sentono coinvolti in un progetto comune. E inizia a esserci un lavoro di manutenzione grazie anche all’impiego dei migranti”.
Ad oggi, tutto è come 3 anni fa.

Strade.

“Credo sia un problema nazionale. Vedremo di migliorare la pianificazione degli interventi sull’asfalto tenendo conto di tutte le segnalazioni. Il primo luglio inizierà una nuova gestione dei trasporti. Il primo luglio, inoltre, inizierà a cambiare il sistema dell’illuminazione con l’efficientamento energetico e una migliore qualità della luce artificiale. Prima dell’estate ripartirà l’urbanistica e l’ufficio condono grazie all’approvazione di alcune delibere che faranno chiarezza su tante situazioni in stallo”.
Nell’anno 2021 nulla è cambiato.

Metro, Società Logistica Merci, piscine, teatro, stadio, Alta Diagnostica.

“Non è cosa facile. Così come la definitiva regolarizzazione della vicenda delle suore che da anni erano in una situazione irregolare. Ora stiamo cercando di mettere definitivamente a posto l’agibilità del Teatro. Due anni di interventi e di lavori per sopperire a 15 di incuria. Così come per il palazzetto. Ci sarà l’assegnazione dei parchi che consentirà di avere una diversa e migliore manutenzione. Così come ci sarà l’assegnazione pluriennale degli impianti sportivi. I vari progetti per finanziamento dei 18 milioni di euro che sono in dirittura d’arrivo insieme ai lavori per la biblioteca e per l’ex albergo Italia”.
Non era mancato  un riferimento alla questione del Centro Alta Diagnostica: “Il nuovo prospetto consentirà al nostro ospedale di fare un grande salto di qualità e di avere una gestione regolare e “pubblica” di tutte le strumentazioni che saranno installate”.

Tutto questo nel 2018. Nel 2021 nulla è cambiato.

Con un aggravante.

Oggi, secondo il sindaco, le strade avrebbero solo “qualche buca”, niente rispetto alle cose fatte.

Il verde è migliorato, i parchi sono ben tenuti, la città è pulita.
I sondaggi, dice, ci danno ai primi posti tra le città più virtuose d’Italia.
“E la piazza, sempre così vuota e senza mai un evento?”
“La piazza è bellissima così. Gli eventi ci sono, nei giardini del Comune”.
Ci salutiamo.
Il libro non è cambiato affatto.
E non cambierà neppure nei prossimi cinque anni.

Va tutto bene, la città non ha problemi e quelli che ancora ci sono è colpa “di quelli di prima”.

Ma nel complesso, la città, secondo il sindaco uscente, sarebbe migliorata.
Parole e promesse di ieri con le tante contraddizioni di oggi.
Come nella sua prima campagna elettorale del 2016, come nella lettera aperta del 2018, come quelle che sta portando avanti per le prossime amministrative.
Perché dovremmo credere che le promesse di oggi saranno mantenute?

A voi le riflessioni.

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