Guardia-di-Finanza
Foto di repertorio

Un patrimonio del valore di 10milioni di euro.

A tanto ammonta il patrimonio, fatto di 53 immobili, tra cui terreni nella provincia di Reggio Calabria, appartamenti a Roma, oltre che un opificio, autoveture e una imbarcazione, sequestrati all’imprenditore Sergio Gangemi.

I beni posti sotto sequestro erano intestati a prestanomi, spesso persone nulla tenenti, con l’obiettivo di occultare il patrimonio accumulato.

Gli approfondimenti patrimoniali, condotti anche grazie all’utilizzo di un software in dotazioneallo Scico, hanno permesso di “mappare” i beni rinconducibili a Gangemi.

L’operazione è stata condotta dal comando provinciale della Finanza di Latina, in collaborazione con lo Scico e sotto ilcoordinamento della Direzione distrettuale antimafia  di Roma.

Il provvedimento è stato firmato dal tribunale per le misure di prevenzione della Capitale sulla base del presuppostodella pericolisità sociale.

Gangemi, 45enne residente da tempo a Latina, in base a quanto accertato dai giudici coordinati dalprocuratore Michele Prestipino può contare legami con la Ndragheta reggina.

L’uomo è attualmente detenuto, dopo l’arresto del giugno scorso scattato in quanto ritenuto responsabile, assieme ad altre tre persone, di tentato omicidio (ai danni di dueimprenditori con l’uso di armi da guerra), estorsione e usuracon l’aggravante del metodo mafioso.

Una vicenda giudiziaria già giunta in fase dibattimentale.