martedì 18 Giugno 2024
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Nawamed, la Provincia in campo per la tutela e il riutilizzo delle risorse idriche

Entra nella fase operativa NAWAMED (Nature Based Solutions for Domestic Water Reuse in Mediterranean Countries), il progetto che vede come capofila la Provincia di Latina al fine di promuovere l’applicazione di tecnologie e misure innovative sostenibili a basso costo per l’utilizzo di risorse idriche non convenzionali ad uso domestico. Un obiettivo importante in un’area come quella pontina, caratterizzata geograficamente da corsi e bacini idrici importantissimi anche per le numerose attività agricole e per l’irrigazione.

“Nawamed – commenta il presidente della Provincia Carlo Medici – sta procedendo speditamente e rappresenta indubbiamente un fiore all’occhiello per questa amministrazione che è stata in grado di predisporre un progetto di ampio respiro e attrarre risorse comunitarie da investire, come in questo caso, nel settore ambiente”.

In concomitanza con la Giornata mondiale dell’acqua celebrata lunedì è importante ricordare questo progetto di ampio respiro – per il quale la Provincia di Latina ha ottenuto un co-finanziamento dall’ENI CBC MED, il Programma di cooperazione transfrontaliera nell’area del Mediterraneo dell’Unione Europea. Si tratta di oltre tre milioni di euro da distribuire tra i sette partner del progetto, tra i quali tre esteri: Provincia, IRIDRA – Sustainable Water Management, Svi.Med – Centro euromediterraneo per lo sviluppo sostenibile, CERTE- Centre de Recherches et des Technologies des Eaux (Tunisia), University of Jordan- Amman, Energy Water Agency (Malta), American University of Beirut (Libano).

L’obiettivo è dunque quello di mettere in campo soluzioni tecniche naturali e a basso costo, come le pareti verdi per trattare le risorse idriche non convenzionali nelle scuole, università, strutture pubbliche e in un campo profughi. Le acque reflue o le acque piovane recuperate saranno riutilizzate per scopi diversi, tra cui l’acqua di scarico dei servizi igienici e l’irrigazione e quindi il consumo di acqua potabile per uso domestico sarà minore.

In definitiva si tratta di modificare la prassi di gestione delle acque in area urbana, attraverso tecnologie di trattamento innovative, sostenibili e a basso costo per sostituire l’uso dell’acqua potabile con le acque recuperate a seguito di trattamento con metodi sperimentali nell’ottica anche d’avvio di una serie di percorsi che mirano a una economia circolare e a un risparmio di acqua del 30%.

Terminata la fase prettamente progettuale ora sta per essere avviata quella operativa che porterà a realizzare 8 installazioni pilota in scala reale per il trattamento di acque grigie/acque piovane e riutilizzo, comprese pareti verdi (elementi verticali vegetati montati su superfici edilizie) e impianti di fitodepurazione per trattare i flussi da edifici pubblici, aree di parcheggio e un campo profughi.

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