Natale sud pontino

Case, strade, vetrine, e immancabilmente le cosiddette “Favole di luce” a Gaeta lo ricordano, ma non svelano ciò che realmente significa.

Per molti è tempo di vacanza, corsa all’ultimo minuto per i regali. Per altri rappresenta semplicemente la nascita di Gesù.

Ma che piaccia o no, oltrepassando la valenza religiosa, il Natale dovrebbe fortificare un senso di unione e di appartenenza ad una vasta comunità, di sostegno reciproco.

Eppure nel basso Lazio, tale aspetto sembra non essere ancora ben chiaro o per lo meno applicabile.

L’esperienza dei cittadini, le discussioni sui social network diventano teatro di gelosie, malesseri, vecchi rancori e campanilismi. Luoghi in cui quella parola magica di “politica comprensoriale”, tanto decantata in primis dalle autorità locali, svanisce nel nulla.

Gli spettacoli di intrattenimento e le manifestazioni stilati nell’agenda di ciascuna amministrazione comunale, indipendentemente che sia di Formia, Gaeta o Minturno, perdono l’occasione di un cambiamento profondo: elaborare un unico calendario di eventi per dare vita al “Natale del sud pontino”.

Un tiro a segno che libererebbe dalle convenzioni soffocanti, dalle maschere che si indossano, proclamandosi abitanti del Golfo.

Il sindaco Cosmo Mitrano ha di recente ribadito che il successo delle luminarie, prossime alla quarta edizione, si estende al di là dei confini territoriali, determinando un introito economico, a quanto pare, anche nelle città limitrofe.

Una volta che saranno accese, però, Formia maledirà l’atmosfera creata, subendo i disagi della viabilità stradale, e guarderà con un po’ di invidia “l’erba del vicino”.

Situazione analoga per Minturno, Itri, Spigno Saturnia, Castelforte e Santi Cosma e Damiano che festeggeranno il Natale ovattati nel loro mondo.

La vera rinascita potrebbe essere racchiusa, invece, nel tentare di unire le tradizioni di ogni area con un percorso tramite bus gratuiti che, dall’estrema punta meridionale del Lazio fino all’entroterra del Monti Aurunci, avvolgerebbe il turista o lo stesso residente negli usi e i costumi del sud pontino.

Un’utopia che cancellerebbe il clima di falsità, aspettative, ipocrisie e buoni sentimenti.