Nata per te Trapanese
Luca Trapanese alla presentazione del libro "Nata per te"

C’è qualcosa di magico nel rapporto tra un genitore e una figlia. Un legame incredibile, carico di emozioni che si costruisce con il tempo. Ma che nasce nel preciso istante in cui si diventa padri.

Da quel momento tutto il superfluo viene messo da parte. Non ha importanza, infatti, se tua figlia ha i capelli scuri o biondi o se presenta delle lacune nell’apprendimento. Per lei sarai sempre disposto a donare amore. Incondizionatamente.

Questo è il messaggio che vuole lasciare Luca Trapanese: omosessuale single, cattolico praticante, da anni impegnato nel sociale.

La sua storia, raccontata nel libro “Nata per te” assieme a Luca Mercadante, è in realtà è la storia di Alba, bimba affetta dalla sindrome di Down. La piccola abbandonata dalla madre naturale in ospedale e rifiutata da trenta famiglie, è ora stata affidata al giovane napoletano.

Ospite dell’associazione culturale “Fuori Quadro” presso la biblioteca comunale di Formia, Luca Trapanese si è mostrato in tutte le sue sfaccettature.

Che cosa rappresenta per lei l’amore?

Per me significa sacrificio, non nella sua accezione comune. Sacrificio vuol dire compiere un rito sacro e noi a volte lo abbiamo stravolto, abusato. Invece l’amore ti cambia la vita, ci si aspetta di rinunciare a qualcosa per l’altro sotto ogni aspetto. Forse proprio a causa di ciò oggi si fa fatica a trovare l’amore. Tante coppie sono fragili e alla fine sono costrette a separarsi.

E’ più difficile accettare in Italia la diversità o la disabilità?

La diversità nel senso ampio. Nei piccoli gruppi, nelle città con pochi abitanti è più facile accettarla. E’ nelle grandi società, nelle metropoli che manca una predisposizione all’ascolto. Siamo dei numeri e si pensa solo a correre per raggiungere i massimi obiettivi. L’altro e il diverso appaiono, quindi, come un ostacolo che rallenta questa frenetica corsa.

Com’è essere papà di Alba?

E’ bello essere papà. Non perché Alba sia una bambina particolare, con sindrome di Down. Sento Alba mia figlia e mi sono dimenticato che è stata adottata. Mi ha reso e mi sta rendendo felice, vedendola crescere quotidianamente. E’ sicuramente faticoso perché sono solo e perché mi preoccupo sempre per lei. Ma non sono spaventato.

Quanto è importante nella crescita di una figlia l’educazione? E’ racchiuso lì l’essere padre?

L’educazione è fondamentale. Dobbiamo insegnare ai nostri figli i fondamenti della vita, il rispetto dell’altro e soprattutto che la diversità è ricchezza. Ad essere forti dinnanzi a chi cerca di trattarti come un debole.

Con il suo gesto è stato avviato l’iter per l’adozione per i single. A livello legislativo a che punto siamo?

Siamo un po’ indietro. E’ una legge vecchia perché ci sono single che, a prescindere dall’orientamento sessuale, potrebbero essere degli ottimi genitori. Dobbiamo continuare a parlarne.

Che futuro augura a sua figlia?

Di essere se stessa sempre e di scegliere quello che la fa sentire più realizzata. In questo modo potrà essere felice.