Nanni Moretti ha scelto Formia per presentare il suo ultimo docufilm “Santiago, Italia”.

Il regista di Brunico sarà ospite sabato 4 maggio alle 21 al cinema multisala, dove al termine dello spettacolo saluterà gli spettatori.

Il film racconta, attraverso le parole dei protagonisti e i materiali dell’epoca, i mesi successivi al colpo di stato dell’11 settembre 1973 che pose fine al governo democratico di Salvador Allende, in Cile.

Il documentario di Nanni Moretti si concentra, in particolare, sul ruolo svolto dall’ambasciata italiana a Santiago, che diede rifugio a centinaia di oppositori del regime del generale Pinochet, consentendo poi loro di raggiungere l’Italia.

“Continua l’attenzione da parte del grande cinema nei confronti della nostra città e del nostro territorio – spiega l’assessore al turismo e alle attività produttive Kristian Franzini – Nanni Moretti ha scelto Formia per presentare il suo docufilm ed è sicuramente un motivo d’orgoglio”.

Immagini di repertorio mostrano il bombardamento del palazzo presidenziale dell’11 settembre del 1973 dopo cui Allende ebbe appena il tempo di trasmettere alla radio un disperato discorso di addio prima di morire, non si sa se suicida o ucciso dai militari.

Una prima parte del film di Moretti ricostruisce a grandi linee questo contesto e dà un’idea delle inaudite violenze perpetrate dall’esercito e dalla polizia segreta.

Agghiacciante il racconto delle torture subite dalla giornalista Marcia Scantlebury o i ricordi della detenzione nello stadio di Santiago del regista Patricio Guzmán, la cui filmografia ha raccontato bene le vicende del governo di Allende e della dittatura di Pinochet.

“I film di Moretti pongono domande, interrogazioni di vita, punti di snodo inesorabili con cui confrontarsi. Irrompe con veemenza il tema della solidarietà: politici e dissidenti furono accolti nell’ambasciata italiana e aiutati nel raggiungimento dell’Europa. Perchè essere solidali spiega l’assessore alla cultura e vice sindaco Carmina Trillino – verso il diritto di libertà è un dovere e un impegno culturale”.