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Adam Bielecki subito dopo la caduta sul Nanga Parbat

Un incidente di percorso frena la scalata di Daniele Nardi al Nanga Parbat. L’alpinista di Sezze è già arrivato a quota 5.800 metri sulla vetta pachistana, ma martedì mattina è dovuto tornare indietro, perché mentre si apprestava ad arrivare alle Rocce Kinshofer (tra 5950 metri e 6150 metri), il suo compagno di spedizione Adam Bielecki è caduto facendo un volo di 80 metri.

Daniele Nardi
Daniele Nardi

“Mancavano 200 metri per arrivare sotto le rocce Kinshofer e altri 200 metri per arrivare sotto il campo 2 – ha spiegato Nardi -. Adam saliva da primo. Ho sentito che fissava un chiodo da roccia e l’ho visto fare la manovra di ancoraggio, poi è successo qualcosa ed è caduto. È volato per circa 80 metri. Durante il volo improvviso non ho potuto far altro che ancorare al meglio la sua corda al mio imbrago e poi attendere la botta. Fortunatamente la caduta è avvenuta sul pendio libero da rocce affioranti”. La caduta fortunatamente ha comportato solo qualche escoriazione per il compagno di avventura di Daniele Nardi. “Adam ha anche pensato di continuare, io non ho avuto dubbi invece e siamo ridiscesi prima al campo 1 e poi al campo base, dove l’ho medicato – ha continuato a raccontare Nardi -. Durante la discesa Adam sorridendo mi ha ringraziato. È stato un momento duro che abbiamo superato insieme. Oggi ci aspettano i festeggiamenti.”

Al Campo 1 Nardi e Bielecki hanno ritrovato Txikon e Sadpara, gli altri due compagni di spedizione. Il percorso verso la vetta del Nanga Parbat quest’anno è più difficile: la via Kinshofer presenta molto ghiaccio e poca neve e quindi Nardi potrebbe decidere di proseguire per un’altra strada.