giovedì 18 Luglio 2024
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Movimento 5 Stelle in Piazza del Popolo, Alessandro Di Battista: “Votate noi, o non vi lamentate”

Si prende la piazza il Movimento 5 Stelle, che a Latina arriva con il big Alessandro Di Battista. È lui quello più atteso, più di Roberta Lombardi, candidata presidente per la Regione Lazio, da stamattina in giro per Latina. La piazza è piena ma non pienissima, ma il Movimento 5 Stelle almeno ha il coraggio di affrontarla, a differenza di quei partiti che al massimo si contendono una sala dell’Hotel Europa.

In Piazza del Popolo invece l’appuntamento elettorale inizia con un po’ di ritardo. Non c’è neppure il palco, poi verrà spiegato che la campagna elettorale è low cost, si fa quel che si può. Apre le danze Luca Frusone, capolista alla Camera nel listino proporzionale. Non è un volto noto a Latina, perché lui è della provincia di Frosinone. Quasi si scusa, colpa della legge elettorale che, dice “non poteva essere peggio”. Parla di una campagna elettorale “veramente brutta”. Degli avversari dice: “Il loro programma è attaccarci, non hanno nessuna idea perché sono persone che hanno già governato e ora vengono a dire a noi come si governa il paese”.

Prende la parola poi un europarlamentare, Dario Tamburrano. Sta a lui raccontare la crescita del Movimento 5 Stelle, che si è guadagnato il rispetto anche nel Parlamento Europeo, o “Fabio (Castaldo, ndr) non sarebbe stato eletto vicepresidente del Parlamento Europeo da altri 750 deputati.

Gli succede Gaia Pernarella, che spiega in cosa consiste la campagna elettorale del Movimento 5 Stelle. Così la consigliera regionale uscente: “Loro vi fanno promesse, noi vi raccontiamo cosa abbiamo fatto e ottenuto in 5 anni di opposizione in Regione e Parlamento. Questa Regione rimane fanalino di coda per sanità e infrastrutture. Noi non vi promettiamo nulla. Promettiamo di rispettare le leggi, come stiamo facendo a Roma. Noi ci atteniamo a quello che deve fare una pubblica amministrazione. E tutti ci danno addosso”. C’è spazio anche per un attacco alla città di Latina sui temi ambientali: “La raccolta differenziata è al 20%, è scesa di 10 punti, ma a Latina non fa scalpore perché il sindaco Coletta è amico di Zingaretti che guida la Regione, e la Regione è competente per gli impianti”. Se invece fosse successo a Roma, probabilmente avrebbero dato tutti addosso a Virginia Raggi. E poi, sulla Roma-Latina: “Un progetto di 20 anni fa che vogliono attuare oggi. Ci è già costata 20 milioni ma non è stato condannato nessuno perché si è andati in prescrizione e il responsabile siede in consiglio impunito. Ci vogliono distruggere il territorio e noi non li lasceremo fare”.

Lascia poi la parola alla guest star, Alessandro Di Battista, l’esempio, lo definisce Gaia Pernarella, del cittadino prestato alla politica. Già perché Alessandro Di Battista nonostante sia uno deii volti più popolari del movimento fondato da Beppe Grillo, non si ricandiderà, terminerà la campagna elettorale e tornerà alla sua vita e alla sua famiglia.

Nel suo intervento Alessandro Di Battista ne ha per tutti, a partire dall’attuale sottosegretario Maria Elena Boschi, che invece di essere candidata nella sua Arezzo è in cerca di un collegio blindato a Bolzano. La politica del Movimento 5 Stelle, la racconta così: “È tutto legato al tema del finanziamento. Fare politica è facile, basta avere le mani libere. La politica deve decidere come spendere le tasse pagate dai cittadini e il bilancio dello Stato. Per avere le mani libere nessuno ti deve finanziare”. E infatti, il Movimento 5 Stelle fa campagne elettorali a basso costo e si autofinanzia.

“Io non vi chiedo voti, ma se non votate il Movimento 5 Stelle non avete diritto a lamentarvi. Ognuno si deve assumere le sue responsabilità. Ci dovete dare un’occasione. Non abbiamo la bacchetta magica, ci faranno la guerra. Io non vi devo convincere, noi possiamo far di più di quello che abbiamo fatto in 5 anni di opposizione, solo se possiamo gestire lo Stato”. Contro di loro, dice Alessandro Di Battista, le “accozzaglie”, nate con il solo scopo di non far vincere il Movimento 5 Stelle, e aiutate da una legge elettorale “fatta per punire noi”. Passa poi a parlare della candidata che è lì per sostenere: “Mi sento tutelato da Roberta presidente di regione. Dovevamo amministrare anche la Sicilia ma ci hanno fottuto con il voto di scambio”, dice senza mezzi termoni. Parla del Movimento 5 Stelle invece come di quella forza politica che ha rifiutato i 42 milioni di euro di rimborsi elettorali, con i deputati che hanno restituito 20 milioni in totale, e lui stesso ne ha restituiti 220 mila. Loro che propongono di tagliare i vitalizi, coscienti che “non risolvi i problemi dell’Italia ma crei un fondo per il microcredito per le piccole imprese”. Ritorna alle origini Alessandri Di Battista, alla campagna elettorale del 2008, quando la lista si chiamava Amici di Beppe Grillo, lui si candidò e prese zero voti. “Non mi votai neanche da solo”, racconta. È stato un percorso in crescendo, fino al 2013 con le elezioni politiche, e poi quelle europee, e le vittorie di Virginia Raggi e Chiara Appendino a Roma e Torino. E guai ad attaccare Virginia Raggi, perché, dice “Dibba”, “ Gli esperti della politica hanno fatto debiti per 13 miliardi di euro a Roma e sono stati condannati per corruzione”. Torna sulla campagna elettorale per la Regione Lazio: “Roberta Lombardi sarà una persona libera in quel palazzo. Dipende da voi. Alzate la testa. Dovete convincere indecisi e scettici, molto sono dei 5 stelle a loro insaputa”.

Interviene per ultima Roberta Lombardi. “Se avete voglia di cambiamento e avere una occasione di riscatto, l’unica forma è portare le persone a votare e passare da sudditi a riappropriarsi delle nostre vite, diventare cittadini”. Segue una riflessione sulla sanità, nel giorno in cui ha visitato l’ospedale Goretti di Latina: “La sanità è stata costruita su misura dei ras locali, con le persone costrette ad andare verso la sanità privata. E se non ce lo possiamo permettere rinunciamo a curarci. Io voglio una sanità dove i dirigenti non fanno tagli”.

“Da qui al 4 marzo – conclude – dobbiamo portare le persone a credere di cambiare la regione e il paese. Questo dipende da ciascuno di noi, presente in questa piazza. Io scelgo di tornare a vedere l’orizzonte. Il 4 marzo c’è un solo destino: vincere”.

Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo
Eleonora Spagnolo è parte della redazione di LatinaQuotidiano dal 2014. Qui ha alimentato la sua passione per il giornalismo, l'informazione e il web. Nei suoi studi figurano una laurea in Editoria Multimediale e Nuove Professioni dell'Informazione e un master in Web & Social Media Marketing.

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