sabato 24 Febbraio 2024
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Morte di Karin Dalla Senta al Goretti, battaglia di consulenze in aula

Lunga udienza quella di oggi pomeriggio, 6 novembre, davanti al giudice Morselli, nell’ambito del processo per la morte di Karin Dalla Senta, deceduta, almeno secondo una prima valutazione, per un’appendicite trasformatasi in peritonite. Sono stati sentiti i consulenti di parte e il medico legale che aveva svolto l’autopsia sulla 26enne, Maria Cristina Setacci. Secondo il consulente della Asl la responsabilità sarebbe del medico di base della ragazza e poi dei medici dell’ospedale che non avrebbero diagnosticato tempestivamente l’appendicite. Il consulente di uno dei medici del pronto soccorso poi, ha ricostruito quello che è accaduto, spiegando invece che il quadro clinico della giovane sarebbe stato già compromesso, per una diversa e più grave malattia.

All’udienza hanno partecipato i familiari di Karin, costituitisi parte civile, i genitori e i due fratelli, assistiti dall’avvocato Oronzo Memmola. Responsabili civili sono invece l’Ares118 e la Asl di Latina. Sul banco degli imputati siedono Antonio Malagrinò, dottore di medicina generale che aveva in cura la paziente, Luigi Di Magno e Ilaria Rondinelli quali operatori del 118 e Annalisa Addonisio, infermiera in servizio al pronto soccorso, ma anche Valentina Baldini, medico di guardia in servizio presso il pronto soccorso dell’ospedale di Latina.

Nessuno dei cinque avrebbe diagnosticato tempestivamente, secondo l’accusa, nonostante le analisi effettuate e i dolori della 26enne, l’appendicite, cosa che secondo il medico legale avrebbe potuto salvarla. La mattina del 6 aprile del 2013 i medici sull’autoambulanza chiamata dai genitori di Karin le avrebbero diagnosticato una influenza e si sarebbero anche lamentati del fatto che il 118 va chiamato solo in casi d’urgenza. La ragazza era stata poi portata al pronto soccorso la mattina del 7 aprile, dove era stata valutata come codice verde, e qui era rimasta ben otto ore.

Anche in questo caso, sempre secondo il pubblico ministero, la gravità della sua condizione sarebbe stata sottovalutata. L’intervento chirurgico d’urgenza era stato eseguito alle 18 del 7 aprile del 2013. Quasi due giorni erano trascorsi dalla prima chiamata al 118 all’operazione. Dall’autopsia era emerso che il quadro clinico della giovane era ancora più complesso. La ragazza sarebbe stata colpita da una grave forma tumorale. Il dato emerse sin dai primi esami effettuati a Latina, e era stato poi confermato dagli esami istologici effettuati a Roma nell’ambito della perizia disposta dalla Procura che ha indagato sul caso.

Silvia Colasanti
Silvia Colasanti
Giornalista pubblicista dal 2009 ha cominciato a scrivere nel 2005. Laureata in Scienze politiche, con un Master in Diritto europeo, ha lavorato per tre anni (tra le altre esperienze) nella redazione de Il Tempo Latina, poi come redattrice al Giornale di Latina. Si occupa essenzialmente di cronaca, in particolare di cronaca giudiziaria

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