giovedì 8 Dicembre 2022

Morte di Gloria Pompili, l’associazione antiviolenza di Minturno: “Si tratta di femminicidio”

L’associazione Antiviolenza  Voci  nel  Silenzio di Minturno che si occupa di fornire assistenza legale e psicologica gratuita a tutte le vittime  di qualsiasi Forma di violenza fisica o psicologica, tramite  la  presidente  Maria Teresa Conte  si  unisce  alla riflessione di Lidano Grassucci a proposito di Gloria, uccisa barbaramente a 23 anni.

“Vero – ha scritto Maria Teresa Conte in una nota – sembra proprio così che a Prossedi non sia stata uccisa una giovane donna, una mamma ma un fantasma che dovrebbe scomparire di cui non avrebbe dovuto a detta di molti essere indicato né il nome né il cognome e tanto meno pubblicata la foto… avrebbe dovuto  restare  senza  volto e senza nome  per  proteggere  i  figli  si  dice  per  via  di quella  “scelta”  voluta? Imposta? Non  lo sappiamo forse ce lo diranno le indagini o forse non lo sapremo mai perché Gloria sembrava essere invisibile: nessuno sapeva, nessuno vedeva”.

“Ci siamo tutti svegliati una mattina e abbiamo scoperto leggendo il giornale perché Gloria andava ad Anzio e allora bisogna attaccare la stampa perché non l’ha fatta morire in silenzio e in modo anonimo, perché ha voluto trattare il suo caso come gli altri circa 600 casi di femminicidio (perché di questo si tratta) che  ci  sono  stati  in Italia  negli ultimi 5 anni, 600 donne, madri di cui tutti abbiamo conosciuto tutto nome, cognome, volti, storie. Di Gloria no, non avremmo  dovuto  sapere  niente  soprattutto non dovevano sapere i suoi figli. Vero sono minori, vanno protetti forse però bisognava accorgersene prima, ora  è  davvero troppo tardi,  da cosa  si  può  ancora  proteggere un bambino che  ha subito il dolore più devastante che esiste:  perdere  la propria mamma? Ma veramente pensiamo  di  poterli proteggere  semplicemente rendendo la loro  mamma  un fantasma senza  volto e senza nome e nascondendo quel particolare?”

“Forse per Gloria  – conclude Conte – e  per  i suoi  figli  bisognava  fare qualcosa prima, forse  bastava essere un po’ più attenti e cogliere il suo disagio, le sue difficoltà prima ora è troppo tardi, ora  quella  foto  sul giornale  e  quei  particolari  possono essere utili alle indagini ma soprattutto possono fare in modo che per una volta nella sua vita (chissà forse l’unica) Gloria sia visibile, nascondere il suo viso e il suo nome significherebbe continuare a non vederla anche dopo la morte e questo non ce lo possiamo permettere proprio”.

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