E’ moro, è bello è della Lega. Lei è mora, è bella è dei cinque stelle. Audaci, appassionati entrambi. Travolti da insolita passione, entrambi. Da giorni a Montecitorio, il palazzo che ospita la Camera dei deputati non si parla d’altro. Perché? I due tra un reddito di cittadinanza, una quota cento e tutti questi immigrati che ci stanno “rovinando la razza”, hanno sentito la forza della vita dentro loro, così italicamente vitali che hanno scambiato i bagni per alcova. E pensare che i grillini ne denunciavano i fasti e i leghisti la funzione, ma si sa la rivolta si fa subito “comodità”, e i nostri hanno trovato il piacere di piacersi con l’intensità che da il piacere, nella toilette. Pare che i soliti comunisti hanno avuto dalla loro la sorte (ma Dio non stava con gli altri? Fosse pure lui comunista?) una deputata che passava di lì e del fatto è testimone.

Tutto riportato su Dagospia che tuona “La Camera del piacere”, con il direttore de Il Tempo, Franco Bechis, che segue tracce dei “fortunati” nelle pruderie dei deputati, che non parlano di altro, e nelle anomalie di comportamento di giovani e mori leghisti (ma i padani non erano biondi, razza Piave? Sarà qualche infiltrato del centro-sud?). Non è dato sapere, ma in parlamento vanno per esclusione: via i vecchi, via i brutti, via i ciccioni, via bassi, via le terze vie… il campo si stringe.

Dal “bivacco di manipoli” alla “alcova di annoiati”.

Ps: Guccini diceva, ne L’avvelenata: “neanche nel cesso possiedo un mio momento”. E credo che i due appasionati questo problema ora lo sentiranno forte.